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Martedì
3 dicembre
20:30


3–4.12

Date e orari
ore 20:3003.12,
ore 20:3004.12,

Sala Teatro

di Vitaliano Trevisan

da La bancarotta di Carlo Goldoni

regia Serena Sinigaglia

con Natalino Balasso, Fulvio Falzarano, Marta Dalla Via, Denis Fasolo, Raffaele Musella, Massimo Verdastro, Giuseppe Aceto, Celeste Gugliandolo, Carla Manzon

scene e costumi Maria Paola di Francesco

luci e suono Roberta Faiolo

assistente alla regia Chiara Stoppa

direttore di scena Franco Di Marino

scene Shaper Scene

produzione Teatro Stabile di Bolzano

La bancarotta

 

Scritture di scenaFocus Goldoni

Un guazzabuglio morale, satira spietata e comica.
La bancarotta di un mercante calata tra i problemi del Veneto di oggi.

Vitaliano Trevisan riscrive un testo poco frequentato di Carlo Goldoni con il suo stile pungente e sincopato, implacabile e sarcastico. Un testo, quello di Goldoni, che oltre a non essere affatto lontano dall’attualità, segna una svolta epocale: a partire da un canovaccio della commedia dell’Arte, gradualmente le maschere cadono in disuso e inizia a delinearsi un’idea di testo più determinato ed esteso, contrariamente alla prassi del recitare a soggetto, esercitata fino ad allora.

Utilizzando il testo di Goldoni come solido appoggio, Trevisan delinea una caustica rappresentazione dell’Italia di oggi. Nella rosa dei vizi che portano il “cosiddetto piccolo imprenditore” di oggi al fallimento, Trevisan sostituisce il gioco con la cocaina, una specie di fluidificante per ogni tipo di rapporto umano, uno strumento multiuso: personale, sociale, politico. Il messaggio della commedia di Goldoni – l’unità e la moralità della famiglia sono importanti per la buona gestione della bottega - si trasforma in un avvertimento sarcastico, utile nell’Italia familistica di oggi: stare in una famiglia importante è la chiave del successo personale.

La dissolutezza del Settecento veneziano si moltiplica e dilaga nell’Italia degli anni Duemila: non c’è più argine, non c’è nemmeno un’idea – ipocrita quanto si voglia – di decoro. E in questo guazzabuglio amorale la satira di Trevisan è più spietata e al tempo stesso più comica del solito.

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