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Venerdì
2 novembre

20:30

I

Sala Teatro

idea e regia Claudio Prati e Ariella Vidach

coreografia Ariella Vidach

danzatori Cecilia Borghese, Riccardo Ciarpella, Andrea Ginevra, Monika Lepisto, Mateo Mirdita, Kinui Oiwa, Giuseppe Paolicelli, Giulia Strambini e  UR10 Universal Robot

disegno sonoro e programmazione audio max/msp Paolo Solcia, Riccardo Santalucia e Alessandro Perini

disegno luci Stefano Pirandello

programmazione grafica vvvv Sebastiano Barbieri

realtà aumentata e visione robotica Giovanni Landi

scenografia Claudio Prati

design strutture UR10 GISTO – Alessandro Mason

costumi Ariella Vidach e Claudio Prati in collaborazione con Concetta Assennato /BdR

drammaturgia Ariella Vidach, Claudio Prati e Enrico Pitozzi

maître/assistente alle coreografie Anna Manes

assistenza alla programmazione UR10 Massimiliano Davi/Max Effects

sponsor Tecnico Universal Robot  

una coproduzione LuganoInScena, Avventure in Elicottero Prodotti, Ariella Vidach AiEP, Balletto di Roma  

con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, DAC Comune di Lugano, MIBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali/ Roma, Comune di Milano  

Durata: 1h 

Attenzione: all'interno dello spettacolo sono presenti effetti stroboscopici.

Sponsor di produzione e coproduzione
In collaborazione con

©Mirella De Bernardi

video

Ariella Vidach / AiEP / Balletto di Roma

HU_robot

DanzaLuganoInScena

Tickets

HU_robot è una coreografia che esplora la robotica e la realtà aumentata, aprendo lo spazio scenico a inedite possibilità percettive.

In una geometria non euclidea, i danzatori si smaterializzano e si moltiplicano, replicati in immagini riprese ed elaborate da un robot in scena. In un passo a due tra l’umano e il suo doppio, tra uomo e macchina, si realizza la perturbante esperienza della nostra contemporaneità, tesa tra la fascinazione nei confronti del progresso scientifico e la paura per l’allontanamento dall’organico. In una drammaturgia astratta, la danza trasforma gli eventi in un’esperienza sinestetica e polisensoriale che “proietta” letteralmente lo spettatore sui fondali della scena, coinvolgendolo in un confronto serrato con l’alterità.

“La performance è ideata per un ensemble di danzatori impegnati in un dialogo indiretto con un braccio robotico dotato di un occhio-telecamera e di un videoproiettore. Attraverso un sofisticato sistema di osservazione (visione robotica), l’automa entra in relazione con i danzatori proiettando sequenze di immagini e luce, in un estraniante gioco di delay. La relazione tra spazio scenico e realtà aumentata, tra uomo e automa, determina uno sviluppo drammaturgico delle partiture visive, musicali e coreografiche.” (Dalle note di regia)

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