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Teatrostudio

Tariffa Fr. 15.-, posto non numerato.
Entrata gratuita per gli abbonati a LuganoMusica, i soci di OGGIMUSICA.e i detentori del concerto della serata

Early Night Modern

LuganoMusica

Per le prime due stagioni di LuganoMusica si è verificata una sotterranea infiltrazione – curiosa, stimolante, inventiva – di istanze contemporanee attorno ad alcuni dei più affascinanti programmi classici della Sala Teatro. Con nuova veste e collocazione oraria ritorna Early Night Modern, la serie di sei concerti che rilegge e trasporta al centro del presente i grandi autori della storia della musica.


Lunedì 11.06.18

ore 19.00

Strauss Reloaded
Si è voluto fare un gioco; un gioco “serio”. Ripercorrere con la memoria situazioni, parole e musica del Rosenkavalier e lasciare che la mente producesse associazioni spontanee ad altri brani, più recenti, dal repertorio pianistico degli ultimi decenni. In alcuni casi il déjà vu è sorprendente: «die Zeit, die ist ein sonderbar Ding» («il tempo, questa cosa misteriosa»), canta la Marescialla, mentre Le temps est un fleuve sans rives («il tempo è un fiume senza rive»), così Stefano Bulfon intitola un suo ampio e importante brano. Ma anche il fermarsi della musica, stupefatta, a metà del terzo atto («ist halt vorbei», «è proprio finito»), con una sostanza musicale che evidentemente è lontanissima dalle pagine di György Kurtág, sembra però legarsi a esse per come viene alterato il normale scorrere del tempo. E ancora, in questa serata che alterna brevi estratti al pianoforte dal Rosenkavalier, parti parlate ed esecuzioni dei brani più recenti, György Ligeti, Gérard Pesson, Giorgio Gaslini e Federico Gardella in vari modi dialogano con l’opera di Strauss. Sotto l’occhio vigile di qualcuno che ben prima del Rosenkavalier aveva messo in scena il valzer e il suo finire, sfiorire: Franz Liszt nella sua ultima e visionaria produzione, da cui si scelgono la prima e la quarta Valse oubliée, che incorniciano la serata.

Alfonso Alberti, pianoforte



EARLY NIGHT MODERN

Per alcuni è soltanto un piacere, per altri un irrinunciabile dovere.

L’ascolto delle musiche a noi contemporanee, di quelle che direttamente discendono dalla grande tradizione classica, è un’abitudine – ma anche un’attitudine – che può assumere caratteri anche molto diversi.

Il punto di partenza, per tutti, è quello per cui anche Mozart, Beethoven e Chopin sono stati dei “contemporanei”, cioè degli autori che operavano nel proprio tempo, spesso in dialettica con ciò che era stato fatto prima o che stava succedendo attorno a loro. Addirittura è capitato – e la storia della musica è piena di fraintendimenti clamorosi – che alcuni autori poi reputati geni indiscutibili (o alcune loro opere oggi acclamate come capolavori) venissero criticati e disprezzati nella loro contemporaneità.

Per evitare di cadere in simili atteggiamenti imperdonabili, ma anzi per dare un fattivo impulso alla creazione di nuova musica e nuova cultura, sin dalla prima stagione LuganoMusica ha stretto una puntuale collaborazione con l’associazione Oggimusica, la prima e più antica realtà a occuparsi di musiche nuove nella Svizzera italiana.

L’idea è stata quella di un dialogo tra il classico e l’attuale, per cui Oggimusica ha elaborato dei programmi che andassero a intercettare degli stimoli (autori, opere, temi, strumentazioni,…) presenti in alcuni dei concerti nella Sala Teatro, offrendoli come materiali di ulteriore creatività a compositori e interpreti del giorno d’oggi.

Se per la prima stagione questa ri-elaborazione – puntualmente definita reload – avveniva in coda al concerto “classico”, nel cartellone 2017/18 il momento contemporaneo si sposterà in apertura di serata.

Sotto la denominazione Early Night Modern si potranno così ascoltare dei concerti originali e inediti modulati attorno alle opere di Dmitrij Šostakovič, Sergej Prokof’ev, Jean Sibelius, Wolfgang Amadeus Mozart, Igor’ Stravinskij e Richard Strauss.

E a dichiarare lo stretto legame con la nostra attualità sono – prima di tutto – gli strumenti utilizzati: percussioni di pietra, Fender Rhodes, sassofono, EWI (Electronic Wind Instrument) e computer; ma anche strumenti etnici come il baglama turco.

Si preannunciano sorprese per chi ama la musica classica, per chi adora l’attualità e per chi – molto semplicemente – affronta con curiosità ogni aspetto della vita, non solo culturale.

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