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Mercoledì
13 dicembre
20:30


13–14.12

Date e orari
20:3013.12.2017
20:3014.12.2017

J

Teatro FOCE

concezione e coreografia Lorena Dozio
danza Caterina Basso
creazione luci Séverine Rième
collaborazione alla drammaturgia Stefano Tomassini
un ringraziamento a Kerem Gelebek, Emmy Rossi
creato nel quadro del progetto YAA! (Young Associated Artist) promosso da Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura
produzione Crile
in collaborazione con il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno (BO) e ATER, Circuito regionale dell’Emilia Romagna
con il sostegno del Canton Ticino - Fondo Svisslos, Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura
in coproduzione con LuganoInScena e Festival Territori – Bellinzona

In collaborazione con la Rassegna Home.

Durata: 40 min.

Dazzle

Lorena Dozio

LuganoInScenaDanzaTeatro FOCE

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Invisibile e invisibilità. Al centro del lavoro si pone la questione di «come diventare invisibili», un paradigma che prende una particolare valenza nel campo dello spettacolo e della performance, in cui il mostrare e il visibile sono tra i presupposti fondamentali del linguaggio scenico.

Dazzle interroga l’invisibilità, il diventare invisibile, come azione performativa attraverso l’asse visivo – il camouflage - diventare invisibile; l’asse percettivo – deviare i sensi, confondere e l’asse metafisico e testuale – trasmettere l’invisibile.
Il verbo dazzle significa letteralmente “abbagliare” e deriva dall’espressione americana razzle-dazzle che esprime il tentativo attivo di confondere le idee. Quest’espressione ha dato il nome anche, durante la Prima Guerra Mondiale, ad un’innovativa tecnica militare di camouflage dell’epoca sviluppata dagli artisti pittori del movimento cubista: la modalità dazzle.
Questo motivo è dunque costituito da forme geometriche irregolari composte da contrasti di colore importanti, come il bianco ed i nero, ed é stato particolarmente utilizzato per le navi da guerra.

Considero l’atto di danzare e di creare come un atto di mediazione tra una dimensione invisibile (delle idee, dell’immaginazione, delle immagini, insomma del sensibile) e quella visibile (la realtà concreta, i corpi, lo spazio, il tempo: l’intelligibile). L’atto di creazione si situa nell’esperienza che si compie fra queste due dimensioni
(dalle note di Lorena Dozio)

LAC Lugano Arte e Cultura
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