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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Domenica
15 gennaio

17:00

Teatro Foce

drammaturgia Valentina Diana

regia Giuseppe Semeraro

con Dario Cadei, Silvia Lodi, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti e Giuseppe Semeraro
voce fuori campo Rebecca Metcalf

bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo

scene Dario Cadei

luci Otto Marco Mercante

costumi Cristina Mileti

produzione Principio Attivo Teatro

in collaborazione con LAC Edu e con la rassegna Senza confini, grandi e piccini insieme a teatro

Durata: 55 min.

Età: dai 6 anni

Cat. prezzo N

La bicicletta rossa

 

Teatro FOCELuganoInScena

Tickets

Vincitore Premio Eolo Awards 2013 per la migliore drammaturgia
Menzione speciale all’interno del Festival Festebá 2012 di Ferrara

La bicicletta rossa nasce da una forte necessità di raccontare e tradurre per la scena la storia di una famiglia capace di parlare dell’oggi. La scommessa è stata quella di creare un lavoro adatto a un pubblico trasversale che, attorno al tema della crisi, possa unire adulti e bambini.
Abbiamo così creato una fiaba moderna a metà tra echi del teatro di Edoardo e la visionarietà noir di Tim Burton.
A tenere il filo della narrazione c’è Marta che, come se sfogliasse un album fotografico, ci racconta le strampalate ed eroiche avventure della sua famiglia. Marta non è in scena o meglio, c’è ma non si vede, è nel pancione di sua madre e proprio all’inizio dello spettacolo annuncia: “questa è la storia della mia famiglia prima che nascessi”.
Le vicende di cui Marta ci parla appartengono al nostro tempo pur tempo pur essendo incastonate in un’epoca indefinita e lontana rendendo quasi fantastiche e surreali le azioni.
La famiglia di Marta per vivere mette le sorprese negli ovetti di cioccolato ma a complicare la sua vita, come la vita di un intero paese, c’è BanKomat, il personaggio negativo, proprietario di tutto, della fabbrica degli ovetti, della casa ma anche della luna e delle stelle e nulla può essere fatto senza pagare qualcosa a BanKomat.
La forza di questa famiglia sta nella sua capacità di trasformare uno strumento di vessazione e oppressione in mezzo di liberazione e questo grazie a Pino, il fratello di Marta, che quasi per caso farà ritrovare alla famiglia la sua dignità e il suo riscatto.
Il linguaggio utilizzato, ora comico ora riflessivo, narra le peripezie per la sopravvivenza id questa strampalata famiglia, proprio come volte famiglie di oggi capaci di trasformare la quotidianità nel miracolo che resiste.