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Martedì
22 marzo

20:30

Sala Teatro

drammaturgia ricci/forte

regia di Stefano Ricci

con Giuseppe Sartori, Anna Gualdo, Liliana Laera, Catarina Vieira, Emilie Flamant e Capucine Ferry

Cat. prezzo J

movimenti Francesco Manetti

scene Francesco Ghisu

costumi Gianluca Falaschi

ambiente sonoro Andrea Cera

direzione tecnica Alfredo Sebastiano

assistente regia Ramona Genna

una produzione ricci/forte, CSS Teatro stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia 

in coproduzione con Festival delle Colline Torinesi

PPP ultimo inventario prima di liquidazione

(hommage à Pier Paolo Pasolini)

LuganoInScena

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Un appuntamento artistico, un impegno per ricci/forte – in questo attuale medioevo culturale – inderogabile.

I romanzi di Pier Paolo Pasolini, un terreno civile disseminato di andirivieni, spiazzamenti continui, cadute e riprese tematiche, la discussione di un lavoro che trova l’unità nel suo farsi, nei risentimenti di un io spavaldo e insieme turbato. Uno sguardo non lineare, privo di fiction letteraria, proverà a restituire il bisogno di etica che Pasolini denunciava da quelle pagine congedate. Uno smascheramento della società attraverso lo sguardo visionario e critico di un ensemble che da sempre si interroga sulle metamorfosi del Presente.

I romanzi di Pier Paolo Pasolini, un terreno civile disseminato di andirivieni, spiazzamenti continui, cadute e riprese tematiche, la discussione di un lavoro che trova l’unità nel suo farsi, nei risentimenti di un io spavaldo e insieme turbato. Uno sguardo non lineare, privo di fiction letteraria, proverà, attraverso la composizione di un cast internazionale di performer, a restituire il bisogno di etica che Pasolini denunciava da quelle pagine congedate.

Ed è proprio in questo “non finito” michelangiolesco che sta il cuore di un tempo, il nostro, così turbato e letargico, pronto a cambiare direzione in un panorama privo di ideali. Lingue e nazionalità differenti saranno il collante per questa frammentarietà, questo“conteggio delle macerie”, ma soprattutto condivisione autentica sulle istanze che muovono le nuove generazioni europee, impantanate in questo vischioso apparente benessere propinato da uno Stato confuso. 

Uno smascheramento della società attraverso lo sguardo visionario e critico di un ensemble che da sempre si interroga sulle metamorfosi del Presente. È precisamente l’essenza parziale, tronca delle opere letterarie di Pasolini ad attrarre per il suo spirito profetico. Una scrittura allucinata per combattere l’edonismo imperante. Un disordine che racconta la voglia di vita. L’esplosione del bisogno di valori, nascosti sotto la frantumazione della morale. La tensione kantiana dei dettagli di un corpo che si fa simbolo universale.

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