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Dopo Cuckoo e The History of Korean Western Theatre, il coreano Jaha Koo ritorna al FIT con il suo primo lavoro della trilogia Hamartia. In greco hamartia significa “mancare il bersaglio” o, per estensione, “prendere una strada sbagliata”, un concetto che Koo ha intrecciato nel corso delle sue tre performance, anche se in forme completamente diverse.

n Lolling and Rolling, performance del 2015, Jaha Koo si immerge nel fenomeno della “tonguetie surgery”, un’operazione chirurgica (legamento della lingua) praticata in Corea del Sud per permettere di pronunciare in inglese la “r” sulla punta della lingua. La performance tocca così il discorso sull’imperialismo linguistico nel paese natale dell’artista.
Nel 2021, Koo rivede questa performance perché non vuole più concentrarsi solo sull’aspetto linguistico, che è solo la punta dell’iceberg. Nella rielaborazione dello spettacolo dal vivo, Jaha Koo mette ora in evidenza anche il processo più ampio che si accompagna all’imperialismo, che cerca di mettere a tacere i subalterni e le minoranze. Perché la negazione o la svalutazione di una lingua porta anche la perdita di un’identità, di una minoranza, di una parte di popolazione. In questo modo, le minoranze sono colonizzate non solo linguisticamente ma anche culturalmente.

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concetto, testo, regia, musica, video e performance
Jaha Koo

drammaturgia
Dries Droubi

scenografia
Eunkyung Jeong

consulenza artistica
Pol Heyvaert

produzione
OFFICENEINOFFICE

produttore esecutivo
2021 CAMPO

in coproduzione con
Kunstenfestivaldesarts