Diario di un pazzo rappresenta una straordinaria opportunità di indagine dell’animo umano e della sua capacità di reagire alla perdita di identità imposta dal mondo moderno.

Mette a nudo alcuni dei nostri conflitti e delle nostre contraddizioni, mostrandoci le conseguenze che può avere sulla nostra vita la mancanza di saggezza, e come la nostra esistenza su questa terra scorra sul filo di un rasoio: per quanto possa procedere stabile e uguale per molto tempo, un evento casuale può sconvolgerla fin nelle viscere.

È il viaggio interiore di un uomo, Popriščin, uno dei primi umiliati e offesi della letteratura russa, che prende forma nell’impossibilità di realizzare la propria ambizione e che cerca una via d'uscita dal labirinto che lo imprigiona, labirinto che ha i confini della sua mente. Un viaggio nella doppiezza (mondo reale e mondo immaginario) e nella schizofrenia di un piccolo borghese, la cui unica responsabilità è quella di temperare matite per il capoufficio, alle prese con una smisurata ambizione, che soffre per la sua condizione sociale che lo priva di dignitosi rapporti umani e lo costringe a sprofondare, giorno dopo giorno, in una solitudine cronica in cui immagina di muoversi in un altro mondo. La follia è l’unica possibilità di fuga dagli angusti limiti della ragione obiettiva, del raziocinio dei benpensanti, che si identifica con la schiavitù della vita quotidiana, la rigidità degli ordinamenti sociali, la miseria delle necessità materiali; la follia che, in definitiva, detiene la forza primitiva di rivelazione: rivelazione che l’onirico è reale.

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di
Nikolaj Vasil'evič Gogol’

adattamento, interpretazione e regia
Emanuele Santoro

produzione
e.s.teatro, Lugano