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Sala Teatro

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point - Parigi, Maison de la Culture d’Amiens - Centre de Création et de Production

Cat. prezzo H

con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente,
Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio,
Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo e Grazia Spinella

immagini e film Pippo Delbono  

luci Robert John Resteghini

musiche Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis, Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni

 

Orchidee

di e regia Pippo Delbono

LuganoInScenaTeatro

Offerta Last Minute
1 biglietto in qualunque ordine di posti al prezzo speciale di CHF 20.-
Offerta disponibile presso la biglietteria del LAC
Prenotazioni al numero +41 (0)58 866 4222


“Ancora posso scrivere d'amore” scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini, morto ucciso dall'aids.
L'orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perché non riconosci quello che è vero da quello che è finto. 
Come questo nostro tempo.
In Orchidee c'è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia Compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo.
Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti...
Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale.
Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha  lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che, dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina.
E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell'amore.
Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti, da tanti abbandoni.
Il vuoto che viviamo nella cultura, nell'essere artisti perduti. Il teatro che spesso sento un luogo diventato troppo polveroso, finto, morto. La menzogna accettata della rappresentazione teatrale.
Ma Orchidee parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto.
Parla del bisogno di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie.
E poi stranamente le parole "importanti" del teatro che volevo abbandonare mi sono ritornate addosso e hanno ritrovato un loro senso nuovo, incastrate con la mia vita.
E anche la mia vita forse è diventata con quelle parole, la vita di tanti altri.
Credo che Orchidee rappresenta per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell'amore.” (Dalle note di regia di Pippo Delbono)

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