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Sala Teatro

traduzione, adattamento e regia di Ola Cavagna

con Mauro Avogadro e Nicola Bortolotti

produzione Compagnia Umberto Orsini

Cat. prezzo H

Mauro Avogadro,
finalista come
“miglior interprete”
Premio Le Maschere
del Teatro Italiano

video

Ivan Illic

liberamente tratto da Lev Tolstoj

LuganoInScenaTeatro

Ivan Illic ha una vita soddisfacente, una buona carriera e una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello sistemando una tenda e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L’unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà dalla sofferenza, prima che se stesso, gli altri; con questo pensiero può morire sereno…

Tolstoj: inviso agli ortodossi per la sua visione del mondo, ci ha regalato pagine indimenticabili. Lo spettacolo prende spunto dai suoi racconti, da “Anna Karenina” a “Guerra e pace”, e culmina con “La morte di Ivan Illic” affrontando l’origine e la fine di ciò che ci è dato di conoscere: la vita e la morte. Che cosa c’è di più semplice? Da questa raffigurazione si sviluppa una teatralità espressivamente giocata tra parole vive e registrate, immagini e sdoppiamenti di personaggi. Ci dice come la morte sia un nulla leopardiano appena ravvivato dall’amore. “Noi viviamo per dire sempre addio, ma solo così viviamo”.

LAC Lugano Arte e Cultura
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