Mercoledì
19 agosto

21:00

Agorà

Evento gratuito.
Prenotazioni obbligatorie.

 

Di Hans Magnus Enzensberger

Reading a cura di e con Antonio Ballerio e Massimiliano Zampetti

 


A cura di:
LAC Lugano Arte e Cultura

 

 


LAC en plein air è una produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con LuganoMusica, Orchestra della Svizzera italiana e Museo d’arte della Svizzera italiana, presentato nell’ambito del programma di mediazione culturale LAC edu.

Con il sostegno della
Partner principale LAC edu

La fine del Titanic

Da Enzensberger / di e con Antonio Ballerio e Massimiliano Zampetti

LAC En Plein Air

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Ovvero L'illusione del progresso soverchiata dalle forze della natura e della follia umana


Ci fu un episodio che dai contemporanei venne sentito come una prova generale della fine del mondo in atto unico: il naufragio del Titanic accorso la mattina del 13 maggio 1912 per la collisione con un iceberg. La nave era, allora, il non plus ultra della tecnica, e a bordo c’erano molti milionari (…). Fu la fine della belle époque. (…) L’argomento era già stato largamente sfruttato in libri e film. Enzensberger lo riprende nel quadro della sua analisi negativa del progresso: analisi negativa non in quanto escluda la possibilità di inquadrare il progresso in orizzonti positivi, ma in quanto constata adornianamente che finora esso è stato sempre accompagnato dall’ombra della follia - nella vita degli uomini, nei loro ritrovati e nelle loro teorie -, e che alla fine la somma del progresso è ampiamente soverchiata dalla somma della follia.
(Einaudi, dalla prefazione di Cesare Cases)


Antonio Ballerio 
Milanese, si diploma in scenografia all’Accademia di Brera. Dopo anni di lavoro in Italia diretto da registi come Giancarlo Sbragia, Luigi Vannucchi, Sergio Fantoni, Virginio Puecher, Luigi Squarzina, Giorgio Marini, Giorgio Albertazzi, Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah, Gianrico Tedeschi, Eros Pagni, lavora con Alberto Canetta a Lugano dove assieme a Ketti Fusco e Silli Togni fonda e dirige la compagnia Luganoteatro, poi Labyrinthos. Come attore e regista co produce spettacoli per i più importanti teatri della Svizzera italiana, tra cui il Cinema Teatro di Chiasso, il Teatro Sociale di Bellinzona e il LAC di Lugano dove, per l'inaugurazione, firma la regia di uno spettacolo su Cechov: Non ogni notte la luna, ed è nel cast di Gabbiano di Carmelo Rifici. Numerose le sue partecipazioni cinematografiche (Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino e molti film con Carlo Vanzina) e televisive sia in Italia sia in Svizzera. Collabora da anni con RSI Radiotelevisione svizzera. In teatro ha collaborato con musicisti di formazione assai diversa: Salvatore Sciarrino, Franco Ambrosetti, Sulutumana, Francesco Hoch, Zeno Gabaglio,Luca Pianca.

Massimiliano Zampetti 
Inizia a studiare recitazione allo Studio laboratorio di Raul Manso a Milano. Continua la sua formazione tra il Ticino e l’Italia. Nel 1993 inizia un sodalizio artistico con Luca Spadaro con cui fonda Teatro d’Emergenza. Collabora con diverse compagnie della Svizzera italiana tra cui V XX ZWEETZ, Cambusa Teatro ed e.s.santoro. Collabora da diversi anni con la RSI Radiotelevisione svizzera (Rete Due) come lettore e attore in radiodrammi ed è attore in numerosi lungo e cortometraggi. Nel 2013 vince la Borsa di scrittura teatrale della Svizzera Italiana promossa dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), Pro Helvetia e RSI (Rete Due) con il testo Il silenzio è obbligatorio.


Dopo il prologo di metà luglio di cui è protagonista Emanuele Santoro, dal 18 al 21 agosto LAC en plein air entra nel pieno  della  programmazione teatrale e lo fa grazie ad alcuni reading proposti da  interpreti cari al pubblico del LAC come Antonio Ballerio, Igor Horvat, Massimo Zampetti, Anahì Traversi, Tindaro Granata, Zeno Gabaglio, Stone Leaf e il direttore artistico Carmelo Rifici, qui eccezionalmente in veste di interprete. Di sera in sera saranno proposte letture sceniche che traggono ispirazione e spunto da La Divina commedia di Dante, dal Decameron di Boccaccio, come da Kafkae Enzensberger.