Mercoledì
14 aprile

20:30

Sala Teatro

Enrico Dindo

La voce italiana del violoncello

LuganoMusica


Enrico Dindo, violoncello
Monica Cattarossi, pianoforte



Ludwig van Beethoven
Sonata per violoncello e pianoforte n. 4 in do maggiore, op. 102 n. 1

Sergej Prokof’ev
Sonata per violoncello e pianoforte in do maggiore, op. 119

Ludwig van Beethoven

Sonata per violoncello e pianoforte n. 5 in re maggiore, op. 102 n. 2

Sergej Rachmaninov

Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore, op. 19


Presentazione concerto alle ore 19.30 in Sala Refettorio. Prenotazione obbligatoria, clicca qui.


Contenuto multimediale:
Enrico Dindo, Galleria video



Enrico Dindo

≪Un violoncellista dalle qualità eccezionali... con un suono straordinario che scorre come una splendida voce italiana≫. Mstislav Rostropovič

Dalla vittoria – nel 1997 a Parigi – del Concorso intitolato proprio a Rostropovič, Enrico Dindo ha avuto una carriera straordinaria, che lo ha portato ad esibirsi con le più importanti orchestre e a dedicarsi al repertorio da camera con grande successo. A Lugano, dove insegna al Conservatorio della Svizzera italiana, Dindo è di casa e si presenta in duo con la pianista Monica Cattarossi per un programma di grande fascino.

La Sonata per pianoforte e violoncello alla fine del Settecento ancora non esisteva, come genere specifico e affermato. Il rapporto tra il pianoforte e uno strumento di tessitura grave come il violoncello poneva infatti problemi compositivi particolari e di difficile soluzione. Beethoven poté quindi muoversi con maggior libertà: avrebbe dovuto misurarsi, più che con i contemporanei, con i compositori del passato, e la definitiva consacrazione del valore di un artista sarebbe spettata, più che ai contemporanei, ai posteri. Beethoven è cosi il punto di partenza, e a due dei suoi lavori più significativi (l’op. 102) gli interpreti affiancano la Sonata op. 119 di Prokof’ev (scritta ed eseguita a Mosca dall’autore con il dedicatario: proprio quel Rostropovič che negli anni cinquanta incominciava a far parlare di sé nel mondo musicale russo) e la Sonata op. 19 di Rachmaninov, tra le partiture monumentali per questo tipo di formazione, sia per le proporzioni, sia per le abilità tecnico-musicali richieste agli esecutori.