11 – 17 aprile 2020

Sala Teatro virtuale

ispirato ai testi di
Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari

progetto e drammaturgia
Angela Dematté e Carmelo Rifici

regia
Carmelo Rifici

con (in ordine alfabetico)
Caterina Carpio, Giovanni Crippa, Zeno Gabaglio,Vincenzo Giordano, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi

scenografia
Margherita Palli

costumi
Margherita Baldoni

scene realizzate dal
Laboratorio di Scenografia "Bruno Colombo e Leonardo Ricchelli" del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

costumi realizzati dalla
Sartoria del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa

maschere
Roberto Mestroni

musiche
Zeno Gabaglio

disegno luci
Jean-Luc Chanonat

video 
Dimitrios Statiris

regista assistente
Agostino Riola

assistenti alla regia
Emiliano Masala, Francesco Leschiera

assistente scenografa
Francesca Greco

assistente costumi e sarta
Giulia-Claudia Gambi

in video
Maximilian e Jacopo Montorfano

produzione
LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Azimut

in collaborazione con
Spoleto Festival dei due Mondi, Theater Chur

Sponsor di produzione e coproduzione
Con il sostegno di

video

STREAMING - Ifigenia, liberata

regia Carmelo Rifici

#LACdacasaTeatro

Una sala prove: attori e pubblico, un regista e una drammaturga indagano il Mito degli Atridi, il sacrificio di Ifigenia, ponendosi alcune domande: dove nasce la violenza? Come si ferma? Il mondo cesserà mai di essere violento? Che cos’è la violenza? Un fardello non solo per Ifigenia e gli Atridi. Ancora oggi gli uomini non riescono a combattere la violenza se non usandola, sempre in nome di un padre da vendicare.

Ifigenia è l’avvio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni intorno alla protagonista del suo lavoro: la violenza agita dall’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine. 

Ifigenia, liberata è un progetto scritto e pensato insieme ad Angela Dematté, fedele compagna di lavoro di Rifici; con esso prosegue la virtuosa collaborazione tra LAC e Piccolo Teatro di Milano, già iniziata con Gabbiano.

“Schiacciata dal volere paterno, contagiata dalla follia del popolo, - ha dichiarato Rifici - Ifigenia sembra non poter uscire da un destino senza speranza in cui solo il sangue di un innocente può placare la violenza della folla. Non solo gli Atridi, ma tutto l’occidente ne porteranno il fardello. Le parole di Atena che chiudono l’Orestea, il suo delegare agli uomini la responsabilità attraverso leggi condivise, non hanno ancora portato a una soluzione. Eppure c’è una parola che potrebbe fermare l’ingranaggio infernale, una parola capace di smascherare l’inganno, ma è troppo scomoda da pronunciare, troppo pericolosa per l’antico desiderio dell’uomo di sopraffare, di desiderare continuamente la roba dell’altro”.


Dalla stampa

Ifigenia, liberata
Se la tragedia greca attraversa il tempo

Il regista Carmelo Rifici e la drammaturga Angela Dematté compiono in Ifigenia, liberata un'acuta operazione sulla tragedia greca; partono da Euripide per interpretarla, interrogarla, contaminarla, e creano la connessione tra due pilastri culturali dell'Occidente, la Bibbia, immenso serbatoio di storie e di memoria condivisa, e i Greci, elaboratori di arte e pensiero. La tragedia si apre, attraversa il tempo, si accende e si visualizza una dinamica riflessione su violenza, potere, religione, atroce quando fanatica intransigenza, e sacrificio. Ieri e oggi. Ifigenia, che il padre Agamennone è pronto a immolare per propiziarsi gli dei, si specchia nel biblico Isacco, si complica e corre, il Nuovo Testamento, poi Nietzsche, Girard, Fornari. Disegnando attraverso l'interpretazione del testo una sorta di polifonico monologo interiore della tragedia – uno dei possibili –- Rifici rende la fluidità e la complessità del pensiero, mettendo in scena, con inventiva, una prova dello spettacolo, con il Regista dalla dolce intransigenza di Tindaro Granata, e la puntuta Drammaturga di Mariangela Granelli che intervengono, pongono domande, sollevano dubbi, guidano gli attori lungo i loro problemi espressivi.

Magda Poli, Corriere della Sera, 20.04.2017