Cari spettatori

Cari spettatori, amici del LAC, sostenitori, cari tutti,

in questo momento così delicato per noi e per l’intera umanità, volevamo, con semplicità e amicizia, farvi sentire la nostra presenza.

Nelle ultime settimane avete avuto nostre notizie solo attraverso comunicati che vi annunciavano annullamenti e spostamenti di spettacoli ed eventi, vi ringraziamo sinceramente per la vostra collaborazione e comprensione, sempre affettuosa e sensibile. Ora è il momento di dirvi qualcosa in più. Qualche pensiero che proviene dal cuore.

Vedere il LAC chiuso e limitate le nostre libertà è un grande dispiacere, questo non lo possiamo negare. Nelle ultime settimane siamo stati costretti non solo ad avvisare voi, ma soprattutto a chiamare artista per artista per metterlo di fronte all’inevitabile decisione. Non è stato facile, perché aldilà dei mancati guadagni necessari alla sopravvivenza di chi vive d’arte, la chiusura del palcoscenico crea in tutti gli artisti uno sgomento antico. Nei tempi passati i teatri sono stati costretti più volte a chiudere battenti: a causa di epidemie, o divieti istituzionali, ci sono stati anche interi secoli dove il teatro ha cessato la sua attività professionale, rifugiandosi nelle corti o nelle chiese. Certo la nostra chiusura è temporanea e decisa saggiamente per un sacrosanto diritto alla salute di tutti, ma ci sembra bello condividere insieme a voi questa “assenza”, questa “mancanza”.

Nelle prossime settimane troveremo il modo di tenere viva l’attività artistica, attraverso internet, la radio e tutti i mezzi di comunicazione che non prevedono lo spettacolo dal vivo e la partecipazione attiva degli spettatori, ma c’è qualcosa di estremamente importante anche nell’“assenza”, dobbiamo dare importanza e significato alla chiusura degli enti di cultura, possiamo riscoprire ora che non ci sono il loro grande valore, la loro necessaria funzione nella società. Anche nei tempi antichi artisti e cittadini sapevano che dopo quel periodo di assenza i teatri sarebbero tornati a riempirsi di idee e spettatori felici di riscoprire la bellezza del palco e dalla platea. Così succederà anche noi. D’altra parte ci auguriamo che oltre al LAC, biblioteche, musei, hotel, ristoranti e negozi, insomma tutti coloro che regalano bellezza e socialità al nostro territorio tornino più carichi di prima. Vi aspettiamo numerosi a teatro, come si attendono amici e familiari che tornano a casa dopo un lungo viaggio.

Vi auguriamo gioia e serenità nelle vostre case. Vi auguriamo ogni bene.

Con affetto
Il team del LAC