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Venerdì
25 ottobre
18:00


25–.

Hall

PiazzaParola

L'ORRIDO E IL SUO CONTRARIO / FRANKENSTEIN: AUTORITRATTO D'AUTRICE

Piazza Parola

L'ORRIDO E IL SUO CONTRARIO
La bellezza

ore 18:00
LAC, Hall

Vito Mancuso
La via della bellezza
dialoga con
Roberto Antonini

Frankenstein non racconta la vicenda di un brillante scienziato e della sua invenzione, ma è soprattutto la storia delle conseguenze dell’atto della creazione. E di ciò che accade alla creatura, che è mostruosa e deforme, ma invidia e desidera la bellezza e la bontà. Il brutto, l’orrido è da sempre identificato con ciò che è cattivo, mentre equipariamo inconsapevolmente il bello al buono. Ma cos’è la bellezza? Perché ne rimaniamo incantati? Perché ricerchiamo costantemente quella rivelazione che definiamo bellezza?
Vito Mancuso parla del concetto di bellezza, indagandolo in profondità. Ci propone una serie di riflessioni per stimolarci a ricercare il bello, e le pratiche concrete da adottare per rendere quotidiano il nostro rapporto con la bellezza. Perché, in un mondo dominato dalla mercificazione dei sentimenti, dall’estetizzazione del consumo e dallo sfruttamento selvaggio della natura, l’esperienza dell’autentica bellezza può essere salvifica. La via della bellezza è la via della salvezza.


FRANKENSTEIN: AUTORITRATTO D'AUTRICE

ore 19:00
LAC, Hall

Una lettura scenica di e con Margherita Saltamacchia
musiche originali di Christian Zatta (chitarra elettrica)

Mary Shelley è una vedova appena quarantenne quando decide di raccontarsi. Di percorrere a ritroso i passi della sua vita che l’hanno portata a scrivere giovanissima il romanzo che la renderà famosa nei secoli a venire. Sono piccoli passi, apparentemente insignificanti: “La mia vita mi sembrava una faccenda troppo banale”, scrive. Ma sono quelli che in realtà ci forniscono la chiave di lettura della sua opera. “Chi ero? Che cosa ero? Da dove venivo? Qual era la mia destinazione? Queste domande tornavano sempre, ma non riuscivo a rispondere”.
Attraverso un appassionante dialogo tra testo e musica, Margherita Saltamacchia e Christian Zatta tracciano un ritratto inedito e sorprendente dell’autrice del primo romanzo di fantascienza della storia.

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