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Giovedì
24 ottobre
18:00


24–.

Hall

PiazzaParola

FRANKENSTEIN TRA NOI / MOSTRUOSAMENTE UMANO

Piazza Parola

FRANKENSTEIN TRA NOI
L'ultimo Sapiens

ore 18:00
LAC, Hall

Gianfranco Pacchioni
dialoga con
Giovanni Pellegri

Viktor Frankenstein e la sua inquietante creatura sono immediatamente assurti a simboli sinistramente profetici dei rischi insiti nella ricerca scientifica. Due secoli dopo la pubblicazione di quello che è considerato il primo romanzo di fantascienza della storia, divenuto metafora di una creatività scientifica visionaria e perversa, senza limiti e interdizioni, questi temi continuano a suscitare domande irrisolte. Intelligenza artificiale, neuroscienze, nanotecnologie e genetica stanno modificando in modo vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. In un futuro immaginario, la nascita di un nuovo ecosistema controllato da sapiens supertecnologici potrebbe anche causare la fine di Homo sapiens.

Saremo in grado di fermarci a tempo in questa “corsa verso le Colonne d’Ercole”, come si chiedeva Primo Levi? Gianfranco Pacchioni ci propone un viaggio al termine della nostra specie, attraverso le molteplici scoperte tecnologiche che stanno cambiando il nostro mondo, intrecciandolo alle intuizioni di Primo Levi, anche lui chimico e scrittore, che aveva già anticipato molte delle rivoluzioni a cui stiamo assistendo.


MOSTRUOSAMENTE UMANO
L'amore

ore 19:00 
LAC, Hall

Lidia Ravera dialoga conSimona Sala

Frankenstein è la storia di un uomo dal cuore di pietra. Di un moderno Prometeo che con la sua hýbris supera i propri limiti grazie alla scienza, ma che nega alla sua creatura la possibilità di amare ed essere amata, condannandola alla solitudine e all’assenza di calore umano. È proprio il desiderio di amore che ci fa apparire la creatura come mostruosamente umana, mentre la negazione dell’amore e il dolore del rifiuto ne faranno  un essere spregevole e minaccioso: “Vendicherò le mie offese. Se non posso ispirare amore, provocherò paura!”. 

Nei suoi libri, sin dai suoi esordi letterari, Lidia Ravera scava nel sentimento amoroso. In tutti i suoi romanzi ci parla dell’amore. Dell’amore, motore dell’esistenza umana, che genera dipendenza e della dipendenza si nutre. Dell’amore che sempre nasce dal bisogno, e che cambia, ma non scompare. Perché l’amore è una fantasticheria potente, ed è in fondo una grande falsificazione.

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