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Martedì
31 marzo

20:30

LDurata1h 20' senza intervallo

Palco Sala Teatro

liberamente tratto da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese:

regia, adattamento e scenografia
Silvia Costa

con
Silvia Costa, Laura Dondoli, My Prim

creazione sonora
Nicola Ratti

creazione luci
Marco Giusti

costumi
Laura Dondoli

produzione
MC93 — Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis

coproduzione
Festival d’Automne à Paris, Le Quai — CDN Angers Pays de la Loire, FOG Triennale Milano Performing Arts, Festival delle Colline Torinesi/ TPE Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato, LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro Stabile del Veneto

Con il sostegno dell’Onda – Office national de diffusion artistique

Sponsor di produzione e coproduzione

Foto: Simon Gosselin

video

Nel paese dell’inverno

regia, adattamento e scenografia Silvia Costa

LAC FactoryIl corpo in scenaABO Contemporaneo

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Cesare Pavese conduce nel suo libro Dialoghi con Leucò un sorprendente affondo nella mitologia. La regista e attrice Silvia Costa adatta quest’opera per la scena, in una variazione poetica e visuale in cui l’immagine si fa motore di riflessione e sogno nella mente dello spettatore.

Scritto tra il 1945 e il 1947, Dialoghi con Leucò era agli occhi di Cesare Pavese uno dei suoi libri più importanti, sebbene sconcertò buona parte della critica dell’epoca: in pieno realismo tale opera faceva un apparente deviazione e ritorno verso la materia classica, un ricorso anacronistico ai miti greci e un utilizzo del linguaggio poetico. Nel paese dell’inverno esplora il rigoglioso vivaio di questioni e di simboli che fioriscono in cinque di questi dialoghi: La Madre, La Belva, L’Uomo-Lupo, Il Diluvio, Gli Dei.

Il venire alla luce, la colpa, il castigo, l’animalità dell’uomo, la minaccia di estinzione del diluvio o lo sguardo creatore degli Dei: l’artista trasforma questi temi in visioni, dando voce a un dialogo tra corpi, oggetti, suoni, in una costante tensione e battaglia tra i gelidi mostri del deserto del reale e la calda e fragile trama del tappeto fiabesco del mito.

Un lavoro che si rivolge a chi vorrà inoltrarsi nel buio della selva, e che spera nella possibilità di incontri incredibili; a colui che crede ancora, sebbene tutti dicono che gli Dei hanno disertato e non restano che uomini e i loro sentimenti. Si rivolge a chi ha ancora questa necessità di credere, e ha fiducia in una parola che crea mondi.

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Prismatica. Gioare con la luce
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