Martedì
21 gennaio
20:30


21–22.01

Date e orari
21.01, 20:30
22.01, 20:30

L

Sala Teatro

di
Sofocle

traduzione e adattamento
Massimiliano Civica

regia
Massimiliano Civica

con
Oscar De Summa (Creonte) Monica Demuru (Ismene, Euridice), Monica Piseddu (Antigone), Francesco Rotelli (Guardia, Messaggero, Emone, Tiresia), Marcello Sambati (Coro)

costumi
Daniela Salernitano

luci
Gianni Staropoli

fantoccio realizzato da 
Paola Tintinelli

assistente alla regia 
Elena Rosa

produzione
Teatro Metastasio di Prato

in collaborazione con
Armunia residenze artistiche e Manifatture Digitali Cinema Prato - Fondazione Sistema Toscana

Foto: Duccio Burberi

Antigone

di Sofocle, regia Massimiliano Civica

Scritture di scena

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Il rischio che si corre nel mettere in scena l’Antigone è quello di farsi influenzare da ciò che tutti abbiamo ‘sentito dire’, il rischio cioè di prestare più ascolto alle interpretazioni critiche, politicamente e ideologicamente orientate, a cui è stata sottoposta quest’opera nel corso dei secoli, che al testo stesso di Sofocle. Per ‘sentito dire’, tutti sappiamo che Antigone, dall’inizio alla fine della storia, è nel giusto, che è una sorta di santa laica che combatte per una nobile causa, mentre Creonte è un tiranno autoritario che commette e vuole solo il male. Ma se così fosse, saremmo davanti a un melodramma, non a una tragedia greca. La tragedia mette sempre in scena invece una situazione limite, in cui non è più pacifico dove sia il torto e dove la ragione.

La nuova traduzione del testo mette in luce il fatto che Sofocle accomuna Antigone e Creonte in una identica colpa: quella di avere la presunzione di essere eccezionali, di essere migliori di tutti gli altri, ovvero di essere, per intelligenza e qualità umana, ‘fuori dalla norma’. Il loro destino tragico è stabilito dal loro carattere superbo e dalla loro incapacità di dare ascolto alle ragioni degli altri.

Il messaggio sconvolgente e attualissimo che l’Antigone fa risuonare oggi, grazie alla capacità che ha un classico di generare significati sempre contemporanei, è che è proprio il carattere che hanno le persone che svolgono un ruolo pubblico a essere una questione di tremenda rilevanza politica e interesse comunitario. Sofocle ci suggerisce che, al di là dell’essere ‘di destra o di sinistra’, è il carattere superbo dei leader politici che rischia di procurare danni al bene comune.