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Domenica
30 settembre

20:30

Palco Sala Teatro

concetto Tabea Martin

coreografia e interpretazione Tabea Martin, Simona Bertozzi

drammaturgia Irina Müller, Moos van den Broek

musica Donath Weyeneth

scene Veronika Mutalova

costumi Mirjam Egli, Anna Schnyder

luci Simon Lichtenberger

coproduzione Kaserne Basel


Presentato all’interno del FIT Festival del Teatro

Durata: 55’

Breve testo in francese con traduzione in italiano

This is my last dance

coreografia e interpretazione Tabea Martin, Simona Bertozzi

Festival FITLuganoInScena

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“Camminano e camminano e non arrivano mai da nessuna parte.”: a partire dall’universo di Samuel Beckett, le coreografe e ballerine Tabea Martin e Simona Bertozzi ci portano nel cuore dell’esistenza, ai margini della nostra condizione di essere condannati all’effimero.

Partendo da Finale di partita – atto unico di Samuele Beckett, scritto nel 1956 e basato sull’esperienza del drammaturgo irlandese durante la seconda guerra mondiale –, lo spettacolo si serve di estratti dal materiale testuale beckettiano per creare una narrazione commovente, attraversata da un umorismo che conquista e agisce come un formidabile antidoto contro la paura del nulla e dell’incommensurabile.
Insieme alla danzatrice e coreografa italiana Simona Bertozzi, Tabea Martin esplora le condizioni fisiche del declino, del degrado, dell’incertezza e della paura della fine imminente. Due ballerine vogliono presentare la loro ultima danza e hanno bisogno di condividere il palco. Entrano in dialogo tra loro sulle loro paure e sulla loro disperazione di fronte alla propria fine: come affrontarla? Da un lato la morte è onnipresente nei media, nella nostra società: mai prima d’ora ci sono state così tante foto immediatamente disponibili come oggi, foto da un teatro di guerra scattate con un telefono cellulare sono pubblicate online dalla popolazione locale e diventano virali. Anche nell’intrattenimento, i temi del morire e della morte e la questione del valore di una vita individuale sono posti sotto i riflettori, come ad esempio nelle serie televisive Six Feet Under, Dexter e Gomorra.
L’illusione dell’eterna giovinezza e dell’invecchiamento sano e dinamico, o anche la possibilità dell’immortalità, sono molto più presenti nel pubblico.

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