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Giovedì
29 novembre
20:30


29–30.11

Date e orari
20:3029.11.2018
20:3030.11.2018

I

Sala Teatro

di Thomas Middleton

drammaturgia e regia Declan Donnellan

versione italiana Stefano Massini

con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, 
Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione

scene e costumi Nick Ormerod

luci Judith Greenwood

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

in coproduzione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione

© Patrick Landmann

La tragedia del vendicatore

di Thomas Middleton, regia Declan Donnellan

LuganoInScenaAbbonamentoTeatro

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Declan Donnellan, uno dei più grandi registi europei, Leone d’Oro alla carriera, dirige per la prima volta, con attori italiani, una nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano.

Contemporaneo di Shakespeare – era di sedici anni più giovane del Bardo –, l’elisabettiano Thomas Middleton attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi “parlanti”, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza, ecc.

“Middleton e Shakespeare – spiega Donnellan – si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta, dominato da un disagio sociale destinato a sfociare nella rivoluzione che avrebbe, alla fine, completamente distrutto il contesto culturale dei due autori. Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dal sesso, dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di autorappresentarsi per convincere gli altri – ma soprattutto se stessi – di essere buoni e belli”.
“All’epoca, l’Italia
– conclude Donnellan – era un luogo proibito che ben pochi inglesi avrebbero visitato. L’Europa cattolica rappresentava, per gli Inglesi protestanti, un ‘altrove’ simile a quel che la Russia sovietica incarnava quando eravamo ragazzi: era il potenziale invasore, latore di un’ideologia perniciosa”.  

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