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Domenica
27 gennaio

20:30

Auditorio Stelio Molo RSI

Destinatario sconosciuto
di Katherine Kressmann-Taylor
traduzione Ada Arduini
adattamento e regia Rosario Tedesco
con Nicola Bortolotti, Rosario Tedesco
produzione “Bortolotti e Tedesco”
 

Brundibár
operetta di Hans Krása
diretta da Brunella Clerici
regia Claudio Laiso
con il Coro Clairière e l’Ensemble strumentale del Conservatorio della Svizzera Italiana
raccontata da Paul Aron Sandfort intervistato da Claudio Ricordi
produzione musicale Giovanni Conti

Durata: 55' (Destinatario sconosciuto); 1h (Brundibár)

Destinatario sconosciuto & Brundibár

 

LuganoInScenaTeatro

Per celebrare il Giorno della Memoria, una serata all'insegna di musica e parole, con uno spettacolo di teatro civile e, a seguire, un'operetta per voci bianche.

Destinatario sconosciuto

Dopo 10 anni di repliche de Il Vicario di Rolf Hochhuth – presentato anche a Lugano nella Stagione 2014/15 di LuganoInScena –, Rosario Tedesco torna ad affrontare i fatti che hanno travagliato la Germania e l’Europa durante il periodo del nazismo.

Questa volta la sua attenzione si è rivolta a una fase precedente il conflitto, il 1933, il momento dell’ascesa al potere di Hitler, in cui le ombre si stendevano su un’intera nazione, ancora ignara delle conseguenze di quello che è stato definito un delirio e, in modo non meno ipocrita, un’infatuazione.
Il romanzo breve di Katherine Kressmann-Taylor, Destinatario sconosciuto, ha un carattere privato, dapprima intimo e poi morboso. I due protagonisti sono legati da una grande amicizia ma, progressivamente, si assiste al suo disfarsi, come sintomo di una trasformazione – discesa agli inferi – dell’idea stessa di umanità, valori, cultura.

“È sorprendente – afferma Rosario Tedesco – come un testo breve riesca così bene a illuminare e dissolvere gli enigmi della Storia”.

Brundibá

Rappresentata per 55 volte all’interno del campo di concentramento di Terezin – campo cecoslovacco protagonista di quella che fu chiamata la grande “Opera di Abbellimento” –, Brundibár è un’opera per voci bianche scritta dal compositore ceco Hans Krása.

Questa piccola partitura manoscritta fu infilata di fretta dal musicista ebreo Rudolf Frauenfeld fra le poche cose necessarie – cibo, qualche vestito – nella valigia preparata per un viaggio incerto, che non s’immaginava senza ritorno.
Venne rappresentata per la prima volta nel 1943 nella città-fortezza Terezin, in occasione di una visita della Croce Rossa Internazionale. In questo campo di raccolta e di transito per gli ebrei di numerosi paesi, infatti, nonostante le condizioni di vita inumane e precarie, i deportati poterono sviluppare una vivissima attività culturale e musicale, dietro cui si celava un’enorme montatura orchestrata dai nazisti per nascondere il vero scopo della detenzione.
Quest’operetta è arrivata fino a noi per testimoniare e ricordare, con la forza della musica e della poesia, i bambini – più di un milione – e gli artisti che persero la vita nella tragedia dell’Olocausto.

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