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Martedì
10 aprile
20:30


10–11.04

Date e orari
20:3010.04.2018
20:3011.04.2018

H

Sala Teatro

regie Andrea Baracco (Edipo Re) e Glauco Mauri (Edipo a Colono)
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Edipo a Colono Germano Mazzocchetti
elementi sonori Edipo Re Giacomo Vezzani
produzione Compagnia Mauri Sturno e Fondazione Teatro della Toscana

Durata:
1h 10 min. (Edipo Re)
50 min. (Edipo a Colono)

Edipo Re – Edipo a Colono

di Sofocle, regie Andrea Baracco e Glauco Mauri

LuganoInScenaTeatroAbbonamento

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Nella stessa serata due testi in scena, due registi, due ambientazioni scenografiche diverse, un unico autore, Sofocle e la storia di un unico uomo: Edipo.

Dalla collaborazione tra due generazioni di registi, Glauco Mauri e Andrea Baracco, nasce in un unico spettacolo Edipo Re e Edipo a Colono, due testi scritti a distanza di anni da Sofocle ma che, se accostati, raccontano di Edipo che è alla continua ricerca della verità. Alla fine del suo cammino egli comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui.
La storia di Edipo è la storia dell’uomo perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere, dalla vita alla morte, in cui è continuamente assalito da dubbi e domande che spesso non hanno una risposta.
Edipo è l’uomo dei “perché”, non rinuncia alla conoscenza, è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere, anche di soffrire e di essere distrutto, purché sia fatta luce.

Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente, questo è il nostro impegno e il nostro desiderio. (Andrea Baracco, Glauco Mauri)

Un’antitesi estetica che funziona. (Raffaella Grassi, Il Secolo XIX)

La regia di Edipo Re è di Andrea Baracco, postmoderna, suggestiva, anche nella prova di Roberto Sturno. Nell’ Edipo a Colono non vi è che Glauco Mauri, lassù, sul più alto dei gradini di pietra: intenso, dolente, sul punto di volare. (Franco Cordelli, Corriere della sera)

LAC Lugano Arte e Cultura
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