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Teatrostudio

creazione Trickster-p

concetto e realizzazione Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl

dramaturg Simona Gonella

collaborazione artistica Yves Regenass, Mamoru Iriguchi

spazio sonoro Zeno Gabaglio

editing and mixing Lara Persia - Lemura Recording Studio

realizzazione spazi F.M. Scenografie srl (Buccinasco)

consulenza informatica Roberto Mucchiut

stagiste Gaia Bozzi, Veronica Ferrari, Martina Galbiati (studentesse del Triennio in Scenografia di NABA) con la supervisione di Francesca Guarnone

grafica e foto studio CCRZ

produzione Trickster-p, LuganoInScena

in coproduzione con Teatro Sociale Bellinzona, Theater Chur, ROXY Birsfelden, TAK Theater Liechtenstein, FOG Triennale Milano Performing Arts

con il sostegno di Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura, DECS Repubblica e Cantone Ticino - Fondo Swisslos, Municipio di Novazzano, Fachausschuss Tanz & Theater BS/BL, Percento culturale Migros, Göhner Stiftung, Landis & Gyr Stiftung, Fondazione Winterhalter

Un ringraziamento particolare a Gessnerallee Zürich, NABA-Nuova Accademia di Belle Arti, Margherita Palli Course Leader del Triennio in Scenografia di NABA e la docente Francesca Pedrotti

Percorso individuale, entrata ogni 20 minuti

Nettles

Trickster-p

LuganoInScenaTheater

Con Nettles, Trickster-p invita lo spettatore ad immergersi in un’esperienza dalle molteplici sfaccettature che esplora in maniera dialettica i due estremi del nostro viaggio umano: l’infanzia e la morte.

L’infanzia di Nettles non si riferisce tuttavia ad un semplice momento anagrafico quanto ad un contenitore di ben più ampie dimensioni che accompagna simbolicamente e metaforicamente tutta la nostra vita adulta, mentre la morte non è solo l’inevitabile arrestarsi del battito vitale, ma una ben più forte dimensione archetipica che ci connette a dimensioni ignote ed inquietanti.
Come è ormai tratto comune della sua peculiare poetica, Trickster-p lavora in assenza di performer e colloca lo spettatore al centro dell’evento drammaturgico.
Guidato attraverso un percorso con l’ausilio di cuffie, questi viene lasciato libero di elaborare in totale solitudine la relazione con l'esperienza di cui è nel contempo testimone ed attore, e di vivere in prima persona il susseguirsi di atmosfere basate essenzialmente sul potere trasformativo dell’immaginazione.
La voce che lo accompagna nel viaggio crea connessioni, stupori, misteri, dati di fatto, momenti di vita vissuta che esplorano la sottile linea di confine tra sogno e realtà, memoria e riflessione, inquietudini dell’infanzia e immanenza della morte.
Nettles è l’ascolto di un io che si fa carico di rivelare i propri pensieri, e che lascia che schegge autobiografiche e momenti di grande intimità irrompano nella crudezza dei temi e nell’inevitabile radicalità del confronto con la fine. Se la vulnerabilità dell’essere umano si manifesta nel doppio piano della fragilità del corpo e della vita onirica e misteriosa del nostro io più profondo, la primordialità dell’infanzia si concretizza nella ferocia dei ricordi e nelle ossessioni della memoria.
Immerso in un’ambientazione sonora e visiva che amplifica ed espande i livelli di lettura, il viaggio fra le stanze è un percorso fisico che è metafora di un movimento intimo e mentale, oltre che di un’esperienza profondamente emotiva e umanamente coinvolgente.

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