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Giovedì
18 maggio
20:30


18–21.05

Teatrostudio

creazione Officina Orsi

concetto e direzione Rubidori Manshaft

collaborazione al progetto Paola Tripoli

testi Roberta Dori Puddu

riprese video Fabio Canicola

editing video Rubidori Manshaft

online video e audio Fabio Canicola

produzione Officina Orsi

in coproduzione con LuganoInScena, Fondazione La Residenza - Casa Svizzera, Malnate e FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea

con il sostegno di
Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura, Città di Lugano, Fondazione Hernst Göhner

Cat. prezzo O

Su l'Umano sentire (Cap.2)

Maneggiami con cura / Installazione teatrale per video e parole

LuganoInScenaTeatro

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“Maneggiami con cura” segue il percorso di indagine che Officina Orsi ha iniziato partendo dal tema della memoria (Souvenir di Lugano. Ricordo di Lugano) e che sta portando la compagnia a compiere un viaggio per capitoli, in varie città, sul sentire umano, sulle varie sfaccettature dell’anima.
La nostra ricerca intende indagare l’applicazione di nuove forme alla pratica del teatro partecipativo e si interroga su un’espressione artistica che possa includere spettatori e comunità. Teatro come laboratorio della collettività, microcosmo della nostra società, luogo di confronto del pubblico con se stesso”.

La struttura e la forma di "Maneggiami con cura" segue una modalità di “messinscena” installativa per video e parole, e il contenuto mette a fuoco, ancora una volta, il “coro”, la moltitudine, che riunisce tutti in un apparente unica riflessione, dove ognuno può includere la propria voce o il proprio silenzio.

Tema portante del “racconto” affidato alle persone che gli artisti hanno incontrato e intervistato è in questo secondo capitolo, lamancanza.
Luogo e tempo in cui il pensiero o l’azione, si dedica fermamente a far vivere l’assenza, rendendola presente, nel continuo rimando a qualcuno o qualcosa.
Un’assenza che fa compagnia. Un vuoto che diventa pieno di attesa.

Intorno alla mancanza il dimenticato si rende visibile.
Quando la mancanza è incolmabile allora è perdita di ciò che non è più. La mancanza sa di non potersi tradurre in ricerca di esaudimento, sarebbe realizzazione dell’impossibile, perché la mancanza ha il tratto assoluto del desiderio –  mancante di forza propulsiva, che si trasforma in attesa passiva. E’ così che la mancanza diventa opposta al bisogno, che può essere appagato.

In "Maneggiami con cura" il tempo dell’ascolto di sé passa attraverso delle figure, dei “personaggi” che apparentemente non ci appartengono, che non conosciamo, ma che diventano gli archetipi della ricerca di ogni spettatore.

LAC Lugano Arte e Cultura
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