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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Venerdì
24 marzo
20:30


24–25.03

Date e orari
20:3024.03.2017
20:3025.03.2017

Teatro Foce

con Francesco Alberici, Daria Deflorian, Monica Demuru e Antonio Tagliarini

collaborazione al progetto Cristian Chironi

assistente alla regia Davide Grillo

disegno luci Gianni Staropoli

Cat. prezzo N

produzione A.D., Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, ERT – Emilia Romagna Teatro, Romaeuropa Festival

in coproduzione con Odéon – Théatre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, Théatre de Vidy, Sao Luiz - Teatro Municipal de Lisboa

Il cielo non è un fondale

di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Teatro FOCELuganoInScenaFocus al Presente

Tickets

"Abbiamo indagato – spiegano gli autori dello spettacolo – il paesaggio urbano, la città come figura, l'abitare come gesto quotidiano impercettibile ma sostanziale per la nostra vita. Per la prima volta nella storia, più della metà della popolazione mondiale vive in città. Cinquant'anni fa era un terzo, entro il 2050 saranno due terzi. Alla fine di quello che gli esperti hanno ribattezzato “il secolo metropolitano”, otto persone su dieci vivranno in una zona urbana. Abbiamo interrogato la Storia su quel passaggio chiamato “modernizzazione” e su questa attrazione fatale per la vita metropolitana. Una questione ecologica, morale, collettiva, complessa. Da una parte c’è Cechov che fa dire ad una sua figura in quel capolavoro che è Il giardino dei ciliegi: “Perché io sono nata qui, qui sono vissuti mio padre e mia madre, mio nonno, io amo questa casa, senza il giardino dei ciliegi io non capisco più niente della mia vita, e se è proprio necessario venderlo, allora vendete anche me insieme al giardino”. Ma ecco che basta una piccola didascalia e l’ascia comincia, implacabile, ad abbattere il giardino. Dall’altra, in controcanto con la nostalgia impotente degli eroi cechoviani, ci sono progetti come quello della scrittrice francese Annie Ernaux che, all’interno del suo immenso Écrire la vie (Scrivere la vita), ha dedicato un anno a un diario sulle sue ‘scappatelle’ quotidiane in un centro commerciale nei sobborghi parigini, per lei imperdibile luogo di osservazioni e affezioni. Straordinario nella sua semplicità, il diario si intitola Regarde les lumières, mon amour (Guarda le luci, amore mio), frase che l’autrice ha sentito dire da una mamma alla sua bambina, indicandole le luci di Natale del centro commerciale.
Il cielo non è un fondale, nonostante la negazione del titolo, vuole rafforzare il dialogo tra lo spazio della finzione (e quindi del fantastico, dell’utopia, dello scarto, ma anche della fuga, del rifugio, della gabbia) e lo spazio esterno, il reale. È un dialogo sempre più necessario."