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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Martedì
21 marzo
20:30


21–22.03

Date e orari
20:3021.03.2017
20:3022.03.2017

Sala Teatro

di e regia di Emma Dante

con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Alessandra Fazzino, Francesco Guida, Daniela Macaluso, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi,

Daniele Savarino, Stephanie Taillandier e Emilia Verginelli

scene e costumi Emma Dante

luci Cristian Zucaro

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Romaeuropa Festival, Festival d’Avignon

Cat. prezzo L

Bestie di scena

di e regia Emma Dante

LuganoInScenaTeatro

Tickets

Tutto il mondo espressivo di Emma Dante in uno spettacolo che mette in scena, lei come sempre autrice e regista, lo “scandalo dell’attore”.

“Bestie di scena – spiega Emma Dante – è un’indagine sul significato dell’essere attore, sulla natura fragile e complessa del suo divenire. “Attori” intesi come esseri nell’atto, artefici di un’azione che muore nell’istante in cui nasce. È un progetto che racconta l’impossibilità di recitare, il fallimento dell’agire e il profondo disagio di mostrarsi nudi davanti a una platea. L’attore è colui che si scaglia sulla scena spinto da una forza sovrumana; varcato il confine, rinasce, rompe la membrana dei polmoni e respira come se respirasse per la prima volta. Ma, non appena incrocia lo sguardo del pubblico, prova vergogna, non resiste, vorrebbe scappare e non ha scampo, l’uscita è vietata, dalla quinta arrivano segnali di fuoco, è impossibile nascondersi. L’attore è obbligato a restare. Tremante, vulnerabile, davanti a noi. Indago la sua nudità, l’essenza, la sua natura bestiale, il palcoscenico che insozza e dal cui recinto non può uscire. Nel palco nudo, delimitato da un fondale e sei quinte, un gruppo di anime camminano in cerchio, avvinghiate le une alle altre in una ronda silenziosa. […] Personaggi inutili che non hanno altro da rappresentare che starsene davanti a noi posseduti dalle loro stesse ossessioni […] schiavi dei loro tic, delle loro nevrosi, personaggi e interpreti si ambientano sul palco, senza più vergogna, e alla fine riescono a uscire, tutti tranne la scimmia che si è presa l’attore, si è emancipata dall’uomo per diventare fino in fondo un animale”.