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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Intervista a Rubidori Manshaft drammaturga di “12parole7pentimenti”

Signora Manshaft, come è arrivata ad essere una delle fautrici dell’Officina Orsi? Di cosa vi occupate?

Officina Orsi è nata a Lugano da una collaborazione con Paola Tripoli, che è anche direttrice artistica del FIT Festival Internazionale del Teatro. Principalmente ci occupiamo di Teatro in maniera un po’ alternativa, distanziandoci dal Teatro classico e prediligendo quello di sperimentazione. Lavoriamo spesso con gli artisti del territorio; per “12parole7pentimenti” infatti abbiamo affidato la lettura di un mio testo all’attrice Cinzia Morandi. Generalmente, i nostri progetti si sviluppano dall’ascolto della vita e delle esperienze delle persone che ci circondano o che incontriamo.

Quel che mi ha portato a fondare l’Officina Orsi sono stati i miei studi e le mie esperienze. Ho infatti  studiato a Venezia e ho lavorato moltissimo in Teatro, dall’Opera a delle performances di tipo artistico, da dei lavori realizzati alla Biennale di Venezia ad altri legati al Cinema e al Teatro tradizionali. Ho viaggiato molto, passando dal Teatro alla Scala a quello di Charleston, dall’importante festival dei due mondi di Spoleto a Teatri più piccoli e internazionali.

Da cosa è nata l’ispirazione per “12parole7pentimenti”? E perché questo titolo, abbastanza particolare e significativo?

Il titolo è un gioco di parole che rimanda al carattere concettuale dello spettacolo. I numeri si riferiscono alla simbologia numerica e in particolare cabalistica, dove il 12 e il 7 rappresentano la trasformazione. Il progetto nasce dall’ascolto della vita degli altri: durante i  nostri numerosi viaggi, all’insaputa delle persone che incontravamo, abbiamo registrato più di 2000 ore di racconti. Le registrazioni sono state realizzate ovunque, dagli ospedali alle camere mortuarie, dalle discoteche ai club notturni, dai bar ai ristoranti. Si è venuta a creare una sorta di enciclopedia di voci. In un secondo momento abbiamo scardinato parole e pensieri dalle conversazioni, facendo un lavoro di ricostruzione drammaturgica, sintetizzando il tutto in quattro temi che in fondo scandiscono la nostra giornata e la nostra vita: morte, amore, sesso e denaro. Attraverso l’ascolto della vita degli altri, invitiamo lo spettatore a riflettere sulla propria esistenza. Alla drammaturgia “rubata” si contrappone la parte finale letta da Cinzia; lo scritto diventa reale, il “rubato” diventa falso.

Senza svelare troppo di questo spettacolo itinerante: quali spazi all’interno del LAC farete scoprire al pubblico, e perché proprio questi?

Essendo un lavoro che funziona come site specific ovviamente ogni volta “12parole7pentimenti” si presenta in maniera differente. Gli spazi sono stati scelti perché per qualche motivo assomigliano agli spazi dove sono state rubate le voci: ci muoveremo dall’interno all’esterno del LAC, dal Teatrostudio al bar, dal chiostro medievale alle toilettes.

Perché venire a vedere “12parole7pentimenti”?

Siamo in un momento - e devo dire che è uno dei motivi per cui abbiamo scelto di fare questo progetto – in cui la nostra vita quotidiana è dettata dalla tecnologia e l’ascolto degli altri passa in secondo piano. La nostra è una sorta di imposizione ad immergersi attraverso gli altri nella propria esistenza.

> La scheda dello spettacolo