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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Intervista a Viviana Palucci, progetto Choreographic Collision

Viviana Palucci - formatasi all’Accademia nazionale di danza di Roma, studiando poi contemporaneo a Parigi con Peter Goss - è oggi una delle direttrici artistiche del progetto Choreographic Collision realizzato da Danzavenezia. L’abbiamo intervista ieri in previsione dello spettacolo in programma stasera alle 20:30 nel Teatrostudio.

Come nasce l’associazione Danzavenezia e quali obiettivi si prefigge?

L’associazione Danzavenezia nasce è stata creata su richiesta del Comune di Venezia, quando nel 1996 ospitò un coreografo francese durante un gemellaggio con la Francia. Per l’occasione il comune fece un censimento delle scuole di danza e chiese di avere un’associazione ombrello come unico referente. L’associazione oggi copre anche altre città come Treviso, Verona, Vicenza e Padova, aprendosi così a tutto il veneto. Realizziamo progetti di formazione a 360°, con la finalità di promuovere l’approfondimento e la diffusione della danza, attraverso workshop per studenti, aggiornamenti e corsi di perfezionamento indirizzati agli insegnanti, formazione del pubblico con progetti dedicati alle scuole e per professionisti del settore.

Che cos’è il progetto Choreographic Collision?

Choreographic Collision nasce nel 2007 dall’incontro tra Manola Bettio, Stefano Tomassini e la sottoscritta. Si tratta di un progetto di ricerca coreografica che non rispetta un unico format, ma si rinnova ogni anno. Per questa settima edizione è stato deciso di realizzare una produzione come frutto del lavoro di sei mesi di ricerca sulla tematica “What is classic”. Quest’edizione intende indagare, in termini performativi, alcuni classici del repertorio di danza e dimostrare che i loro temi possono venire riattualizzati nella contemporaneità.

Come sono stati scelti i coreografi/danzatori?

È stato indetto un bando nazionale. Quest’anno Choreographic Collision si è rivolto solamente a coreografi italiani, a differenza degli anni precedenti in cui avevamo avuto partecipazioni internazionali. Manola Bettio, Stefano Tomassini ed io, dopo aver esaminato i vari progetti, ne abbiamo  selezionati tre che ripropongono in chiave moderna Giselle, Ondine e Don Chisciotte: GISELLE | secondo studio di Laura Boato, CUTE di Laura Pante e perchéDESERTO del collettivo “statolento”. Ciascun coreografo ha scelto i danzatori con cui sviluppare il progetto.

Perché venire stasera?

Siamo certi che i tre progetti smuoveranno le vostre menti. Lo spettacolo di questa sera è rivolto a tutti coloro che sono pronti a mettere in discussione temi universali – tramandati nel tempo attraverso questi balletti – riproposti in maniera originale da questi giovani coreografi.