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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Intervista al Dr. Adrian Weiss

Presidente dell’Associazione Svizzera Israele - sezione Ticino

In occasione del Giorno della memoria che al LAC verrà commemorato con un programma speciale a cura di LuganoInScena, abbiamo incontrato Dr. Adrian Weiss, presidente dell’Associazione Svizzera Israele - sezione Ticino

Che cos’è per Lei la Giornata della Memoria?

Le sirene suonano, le auto accostano lungo le autostrade e le strade, le persone si fermano: il 27 gennaio alle 10.00, Israele ricorda i sei milioni di ebrei morti nell’Olocausto. Il suono delle sirene copre per due minuti tutto il paese. La Giornata della Memoria è un giorno per riflettere su uno dei crimini più atroci dell’umanità, avvenuto in tempi abbastanza recenti, ma purtroppo sempre più lontani dalla nostra memoria. Perché ricordare? Da una parte perché è importante sapere la verità, è importante sapere quello che è successo, quello di cui è stato capace l’uomo, perché se è successo una volta potrebbe accadere di nuovo. La negazione dell’Olocausto o la sua giustificazione nascono proprio dalla volontà di negare il male di cui può essere capace l’uomo, il male e l’indifferenza (che è complicità) di cui sono stati capaci i nostri avi, con il rischio che tutto ciò possa ripetersi. Coloro che non vogliono ricordare rifiutano questa realtà; coloro che giustificano lo sterminio, mediante accuse agli ebrei basate su falsità e pregiudizi vecchi e nuovi, non vogliono accettare che essi sono stati uccisi solo in quanto ebrei. Hanno bisogno di trovare un motivo, come se ci fosse davvero qualche motivazione che possa giustificare lo sterminio di milioni di persone inermi.

Come si rapporta al suo lavoro come Presidente dell’Associazione Svizzera Israele Ticino?

La nostra associazione, ASI, è presente su tutto il territorio svizzero, con sezioni nei diversi cantoni. Qui in Ticino abbiamo 700 iscritti, ai nostri eventi hanno presenziato oltre 3'000 persone. Il 99% dei nostri iscritti, come pure dei partecipanti ai nostri eventi, non sono di fede ebraica. Come peso, la nostra sezione è certamente tra le maggiori in Ticino. L’ impegno dell’ASI è di favorire l’amicizia, gli scambi culturali, scientifici, commerciali, turistici, di studio tra la Svizzera, in particolare tra il Ticino e Israele. Il fatto che oltre ai nostri iscritti tante persone frequentano le nostre manifestazioni culturali, ci fa pensare che il messaggio dell’Associazione Svizzera Israele è eloquente e valido.

Quali iniziative avete in programma per la Giornata della Memoria?

Siamo felicissimi, quest’anno, di porre il nostro massimo impegno nella collaborazione con il LAC. Questa collaborazione è un’opportunità unica che ci consente di trasmettere il concetto che cultura significa anche imparare dal passato per costruire un futuro, contrastando certi pregiudizi. Abbiamo collaborato con il LAC per dare un messaggio alle scuole e ai giovani attraverso la presenza di testimoni diretti e attraverso la progettazione della giornata e anche nella diffusione dell’evento ai nostri soci e alla nostra mailing list. Ringraziamo LuganoInScena per il suo dinamismo e la sua visione culturale. E ringraziamo la Città di Lugano per il lavoro eccellente che fa nel sostenere eventi di questo genere.

Theodor Wiesengrund Adorno - filosofo tedesco di origine ebraica - affermò nel 1949 che “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”. L’arte però ha assegnato all’Olocausto un ruolo fondamentale, allontanandosi da considerarlo un tema tabù. Come avvicinarsi ad un tema così delicato?

In Germania, si cominciò a parlare dell’olocausto ai ragazzi delle scuole, a metà negli anni 80, presentando uno spettacolo illustrativo. Quei ragazzi ignari, sorpresi da tanta barbarie, ne presero atto e decisero che non sarebbe dovuto succedere “mai più”. Quelli sono gli adulti tedeschi di oggi. Nelle loro mani c’è la futura classe dirigente della Germania. A loro la verità è arrivata attraverso una forma di arte, il teatro. L’orrore rimane, ma sono maturati il coraggio e la consapevolezza di non ripeterlo, per cui proprio attraverso le forme diverse dell’arte, dalla scrittura alle arti figurative, al cinema al teatro parlarne diventa possibile.

“Avanim”, lo spettacolo che andrà in scena la sera del 27, è stato considerato tra i dieci migliori nuovi spettacoli al mondo. Lo ha già visto? Quali sono le pietre a cui fa riferimento il titolo? Che cosa l’ha colpita davvero di questo spettacolo?

Non ho visto Avanim, ma ne ho sentito parlare come di un momento che coinvolge molto. Ciò che posso dire è che certo questo può contribuire a ricordare e, importantissimo, a prevenire.