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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Presentazione del catalogo dell'esposizione "In Ticino. Presenze d'arte nella Svizzera italiana 1840-1960"

MASI Lugano Palazzo Reali, 21.01.2016, ore 18.00

18.1.2016

Giovedì 21 gennaio alle ore 18:00 presso la sede del MASI Lugano di Palazzo Reali (via Canova 10) sarà presentato al pubblico il volume che accompagna l’esposizione In Ticino. Presenze d’arte nella Svizzera italiana 1840-1960, dedicata alla realtà artistica di questa regione in un periodo contraddistinto da una importante storia di emigrazione e immigrazione di artisti. La mostra, aperta fino al 28 febbraio, è complementare a quella allestita nella sede del LAC Lugano Arte e Cultura – “Orizzonte Nord Sud” – che si è conclusa il 10 gennaio.

Interverranno:
Marco Franciolli, Direttore del Museo d'arte della Svizzera italiana
Cristina Brazzola, Curatrice dell'esposizione
Cristina Sonderegger, Curatrice dell'esposizione
Fabio Casagrande, Edizioni Casagrande Bellinzona


Il volume, edito dalle edizioni Casagrande, presenta tavole a colori delle opere esposte e contributi delle curatrici Cristina Brazzola e Cristina Sonderegger e degli storici dell’arte Manuela Kahn-Rossi, Laura Damiani Cabrini, Gianna A. Mina, Mara Folini ed Elio Schenini. I sette capitoli che scandiscono la pubblicazione e la mostra rispecchiano alcuni aspetti salienti della realtà artistica del cantone e sono documentati attraverso opere significative appartenenti alle collezioni d’arte della Città di Lugano e del Cantone Ticino, con alcune importanti aggiunte provenienti da istituti e collezioni ticinesi.

A seguire è prevista una visita guidata con le curatrici della mostra.

Introducono il percorso espositivo gli architetti Maderno e Borromini e i pittori Serodine e Mola, a testimonianza dell’importanza dell’emigrazione artistica ticinese tra Cinque e Seicento. Una particolare attenzione è dedicata a Giocondo Albertolli, a cui si deve la diffusione di modelli architettonici e decorativi neoclassici. Il percorso prosegue con la sezione dedicata a Vincenzo Vela, figura fondamentale per il consolidamento delle relazioni con la nascente realtà artistica elvetica. Seguono due sale dedicate al contesto artistico ticinese a cavallo tra Ottocento e Novecento, con artisti quali Berta, Franzoni, Rossi e Feragutti Visconti che si muovono tra la Scapigliatura, Divisionismo e Simbolismo, dando vita a un’arte frutto di diverse influenze culturali e originale rispetto alla produzione dei colleghi italiani ed elvetici, quali Conconi, Boccioni, Hodler, Amiet e Giovanni Giacometti, con cui sono messi a confronto.

La seconda parte dell’esposizione è dedicata all’immigrazione artistica verso il canton Ticino: la chiusura delle frontiere nel 1914 porta numerosi artisti e intellettuali a rifugiarsi in Svizzera. La presenza della colonia del Monte Verità fece di Ascona un luogo di forte attrattiva, in modo particolare per alcuni artisti vicini al movimento Dada quali Werefkin e Jawlenski. Nel Mendrisiotto giungono gli espressionisti del gruppo Rot-Blau, mentre nel Locarnese si ritrovano Epper, Pauli e Schürch. Il percorso espositivo si conclude con l’evocazione dell’esperienza del complesso di atelier per artisti voluti a Locarno da Remo Rossi, che tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta furono un luogo di incontro e di scambio creativo per autori dell’arte astratta europea, quali Arp, Richter, Glarner, Bissier, Nicholson e Valenti.