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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Due passi con The Walk

Sulle tracce di Cuocolo/Bosetti

6.9.2015

Subito dopo il primo weekend d’inaugurazione The Walk  arriva a movimentare la prima settimana inaugurale del LAC: dal 15 al 20 settembre un percorso tra le strade di Lugano ci farà vivere il mistero che tiene insieme viaggio, memoria e narrazione.
Seguendo passo per passo la coppia Cuocolo/Bosetti abbiamo cercato di afferrare la profonda intimità dietro lo spettacolo.

 “Nel nostro lavoro cerchiamo di sovrapporre realtà e finzione, persona e personaggio: mettere più vita nel teatro e più teatro nella vita. Questa idea ci porta ad utilizzare gli spazi reali: ecco l’uso delle case, degli hotel e, come in The Walk, della strada e della città” spiega Renato Cuocolo, dopo una lunga passeggiata negli spazi del LAC alla ricerca dei punti chiave perfetti per lo spettacolo. “Scegliamo il posto in base alla tematica dello spettacolo: The Walk parla della storia di un nostro amico che è venuto a trovarci a Vercelli, è uscito per una passeggiata e purtroppo è morto. Partendo da questa passeggiata, insieme agli spettatori ripercorriamo questo cammino. Non è una scelta esteriore, non andiamo nella città perché può essere bello e interessante: è sempre una scelta connessa con il tema profondo dello spettacolo, in questo caso far vedere il contrasto tra l’interiorità di questa voce che ci accompagna e quello che invece ci circonda, la vita della città che va avanti indifferente”.

Uno spettacolo sempre diverso che cambia insieme alla città in cui viene presentato, adattandosi alle sue strade, ai suoi spazi, senza mai tuttavia perdere la propria identità profonda: “Cerchiamo di sovrapporre il percorso del nostro amico alla mappa della città in cui ci troviamo. Questo significa avere tre spazi principali: un luogo di partenza, possibilmente una grande piazza, un luogo chiuso e un altro spazio molto aperto” continua a spiegare il duo, alla ricerca, nel LAC, proprio degli ultimi due luoghi chiave. Seguiamo Cucolo/Bosetti nel loro “vagabondaggio”, percorrendo i luoghi più remoti – forse più segreti – del centro culturale e dei suoi dintorni e vediamo tutti i piccoli, essenziali, dettagli che stanno dietro questo spettacolo in cui lo spettatore è guidato, nell’intimità creata dalle cuffie, dalla voce di Roberta Bosetti e dall’armonia del paesaggio cittadino. “È tutta una costruzione di vuoti e pieni, di paesaggi differenti. Cerchiamo sempre di creare una sorta di sinfonia dell’architettura della città in cui ci troviamo, partendo dal percorso che immaginiamo abbia fatto il nostro amico nel suo ultimo viaggio” rivelano.

Cuocolo e Bosetti parlottano tra di loro, provano il percorso, testano l’alchimia tra l’ambiente esterno e la voce nelle cuffie, cercano la giusta sensazione in ogni dettaglio, mostrandoci come davvero questo spettacolo non possa mai essere perfettamente identico non solo – e per ovvi motivi – nelle diverse città, ma anche tra le singole rappresentazioni. Il percorso è ricco di sollecitazioni esterne e i suoi creatori certo non possono controllare quello che avviene nella mente dei loro spettatori: “scriviamo i testi partendo da qualcosa che ci succede, non perché pensiamo che la nostra vita sia speciale, ma perché pensiamo sia uguale a quella di molti altri. È il motivo per cui lo spettatore si riconosce in quello che facciamo. Come sempre c’è una storia, in questo caso la storia di una perdita, ma c’è anche una riflessione sul modo di far teatro, sul rapporto con l’arte contemporanea, su quello che è vita e arte, vita e teatro”, interviene Cuocolo. “Quello che mi piace di questo spettacolo e di quasi tutti i nostri lavori è che ognuno può entrare portando il suo bagaglio. Ognuno trova delle chiavi di lettura differenti, ma lo spettacolo, in questo senso, è veramente aperto a tutti”.