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Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
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Dietro le quinte di “Teatro di MNEMOSINE. GIULIO PAOLINI d’après WATTEAU”

24.7.2015

Linee, segni, modelli in scala, luci, sono gli elementi “segreti” dietro l’allestimento. Dettagli a cui noi, davanti ad un’esposizione completa, spesso nemmeno pensiamo, ma che non fanno meno parte dell’opera, rendendola possibile nella forma in cui la vediamo. 

È stata allestita da pochi giorni la mostra monografica dedicata all’artista italiano Giulio Paolini (Genova, 1940) che farà parte delle esposizioni inaugurali del LAC. A Lugano, il ciclo Mnemosine (Les Charmes de la Vie, 1981-1990) si trova riunito per la prima volta, e l’allestimento ha goduto della personale supervisione dell’artista. Affiancato da una squadra di collaboratori e impegnato a verificare che tutto fosse sistemato nel migliore dei modi e le luci creassero l’atmosfera perfetta per le sue opere, Paolini ci ha rivelato che con quest’occasione ha finalmente potuto soddisfare la curiosità di vedere tutto il ciclo ricongiunto in un solo luogo. 

“Teatro di MNEMOSINE. GIULIO PAOLINI d’après WATTEAU” si origina dall’opera Mnemosine (Les Charmes de la Vie/7), 1981-84, acquisita dai collezionisti Giancarlo e Danna Olgiati nel 2007 ed esposta allo Spazio -1 fin dalla sua apertura, nel 2012.

Gli episodi che costituiscono il ciclo Mnemosine (Les Charmes de la Vie, 1981-1990) sono dedicati al mito della dea Mnemosine. Le sei “stazioni” in cui si concretizza il progetto trovano una corrispondenza visiva nel dipinto del pittore francese Jean-Antoine Watteau intitolato Les Charmes de la Vie (1718 circa), diviso in nove “scene” a grandezza naturale e spopolate dei personaggi che le abitavano.

Una sorta di mise-en-scène, una teatralità quasi esasperata che rende l’insieme di opere simile ad un palcoscenico. Così agli spettatori viene assegnato il ruolo delle comparse a cui tocca “completare” il quadro: si ritrovano letteralmente nel bel mezzo dell’insieme di opere, a camminare tra le “scene” come attori di un mito mai completamente afferrabile. 

Al ciclo ricongiunto a Lugano, fa da splendida cornice il nuovo allestimento dello Spazio -1 Collezione Giancarlo e Danna Olgiati.