email facebook twitter google+ linkedin pinterest
Impulse illumina l'inverno
Impulse illumina l'inverno, inaugurazione 03.12 ore 17:00
LAC Lugano Arte e Cultura
Partner principalePartner principale

Il progetto architettonico

Continuità territoriale e urbanizzazione dello spazio pubblico

Nato come luogo di condivisione e contaminazione fra diverse discipline artistiche, il LAC testimonia sin dalla sua configurazione architettonica la propria vocazione di realtà aperta, di incontro fra le arti, gli artisti e la collettività.

Il nuovo centro culturale svolge un ruolo importante per la trasformazione sociale ed economica della città. Lugano e il LAC – che non nasce come attrazione architettonica, ma come un vero e proprio nuovo quartiere per le arti e la cultura – dialogano senza sosta tra loro. A proposito di questo dialogo, l'architetto Gianola
che ha firmato il progetto afferma che: “È proprio la forza di tutta la città a dare forza al LAC. Quello del centro culturale non è il progetto di un edificio prestigioso, ma di una continuità territoriale e di una nuova urbanizzazione.”

Nel 2001, 130 studi hanno partecipato al concorso per la realizzazione del nuovo centro culturale, in seguito vinto dall’architetto Ivano Gianola. Esponente della cosiddetta “Scuola Ticinese”, Gianola si distingue per il forte legame dei suoi progetti architettonici con l’ambiente in cui sono inseriti. Anche in questa realizzazione il punto di forza del progetto è l’assenza di una separazione fisica tra le vie della città e l’edificio. Come la strada e la piazza, anche il pian terreno del LAC è pensato per essere accessibile a tutti. La conformazione della struttura che ospita il museo, sollevata da pilastri, non chiude lo spazio in un perimetro definito, ma lo apre verso il lago. Dalla piazza si possono poi prendere diverse direzioni: si può entrare al LAC per raggiungere il museo o il teatro, si possono attraversare le corti interne, entrare nel parco adiacente o incamminarsi verso il centro.

I visitatori sono accolti in un’ampia hall di 650 metri quadrati, pensata come una grande finestra che rende appena percepibile il limite tra interno ed esterno. Si affaccia da un lato sulla nuova piazza Bernardino Luini e sul lago, dall’altro sull’anfiteatro esterno e sul parco creato a fianco del complesso. La hall – nella quale si trovano la biglietteria, il bookshop e un caffè – è percorribile, come una normale via urbana, per spostarsi da una parte all’altra della città: una scelta voluta per cercare di azzerare la separazione tra gli spazi fisici e un invito a vivere il LAC nella quotidianità di ogni giorno. “È importante permettere alla gente di camminare trasversalmente all’interno dell’edificio come se fosse un’ordinaria via di passaggio. Mi piacerebbe in futuro vedere un abitante di via Motta attraversare il parco e la hall per andare a lavorare” sottolinea l’architetto Gianola.

Con un volume di ben 180’000 metri cubi, il LAC sorge sul sedime dell’ex albergo Palace. Oltre alla grande hall, comprende un’innovativa sala teatrale e concertistica, un importante spazio museale ed espositivo e diverse sale modulabili e polifunzionali per eventi artistici e non. L’intera superficie costruita è pari a circa 29’000 metri quadrati, senza contare la grande piazza antistante la struttura ed il parco retrostante. Il centro culturale, con tutto il comparto che lo costituisce, comprende alcuni gioielli architettonici già presenti o rinnovati, come l’importante chiesa di Santa Maria degli Angioli, che contiene affreschi cinquecenteschi di Bernardino Luini, il convento francescano e l’annesso chiostro. La struttura è stata pensata al centro di una croce: ai suoi estremi ci sono il centro storico, la nuova espansione urbana che si estende verso Paradiso, il parco e il lago. Diventa così una sorta di filtro, di cuore pulsante, un muscolo della città che dà vita e racchiude in se stesso diversi contenuti urbanistici.

La combinazione di antico e moderno è una caratteristica del LAC. I vincoli di mantenimento originario delle facciate dell’ex Grand Hotel Palace e dei resti del convento e del chiostro sono stati fondamentali per lo sviluppo del progetto. Questa parte della città rivive non solo grazie ai nuovi edifici pubblici, ma anche grazie alle parti storiche che riacquistano la loro funzione. Le sale al pianterreno del chiostro, ad esempio, diventano nuovi spazi riaperti alla cittadinanza, mentre i piani superiori saranno occupati dagli uffici del LAC.


Attraverso la hall si accede alla sala teatrale e concertistica (800 metri quadrati) con 1000 posti a sedere. La sala è un concentrato di soluzioni modulari e ingegneristiche all’avanguardia che permettono di ospitare ogni tipo di spettacolo: dai concerti sinfonici a quelli jazz, dall’opera all’operetta, dalla danza al teatro di prosa. Questa versatilità si deve in particolare alla conchiglia acustica modulabile e a un sistema mobile della fossa orchestrale che può alzarsi fino al livello del palco, estendendolo fino alla prima fila di sedie. Grazie alla collaborazione tra l’architetto Ivano Gianola e la Müller BBM di Monaco di Baviera – azienda leader nel campo dell’ingegneria acustica – la sala teatrale e concertistica del LAC combina sapientemente l’estetica architettonica alla qualità acustica.

Sul lato opposto della hall si accede invece al museo, nato dall’unione tra il Museo Cantonale d’Arte e il Museo d’Arte della città di Lugano. Sviluppato su tre piani espositivi per una superficie complessiva di 2500 metri quadrati, ospita le prestigiose collezioni d’arte di Lugano e del Canton Ticino. Su un piano ha sede la mostra permanente, negli altri le temporanee. L’architettura museale è stata pensata per ospitare le opere d’arte e non per entrare in competizione con esse: gli spazi sono semplici, bianchi, flessibili e inondati di luce per meglio apprezzare le opere.

Completano la struttura architettonica, il Teatrostudio – dedicato agli spettacoli più piccoli e alla sala prove per le attività teatrali e concertistiche, dove sarà possibile montare anche le scenografie – diverse sale multiuso che soddisfano perfettamente i criteri di multifunzionalità. A pochi metri dalla struttura si trova infine lo Spazio -1 che ospita la collezione d’arte contemporanea Giancarlo e Danna Olgiati.