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Venerdì
6 ottobre

20:30

I

Sala Teatro

di Daria Deflorian, Antonio Tagliarini
con Francesco Alberici, Daria Deflorian, monica Demuru, Antonio Tagliarini
collaborazione al progetto Francesco Alberici, Monica Demuru
testo su Jack London Attilio Scarpellini
assistente alla regia Davide Grillo
disegno luci Gianni Staropoli
costumi Metella Raboni
costruzione delle scene Atelier du Théâtre de Vidy
produzione Sardegna Teatro, Teatro Metastasio di Prato, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Coproduzione Odéon – Théâtre de l’Europe, Festival d’Automne à Paris, Romaeuropa Festival, Théâtre Vidy-Lausanne, Sao Luiz- Teatro Municipal de Lisboa, Festival Terres de Paroles, Théâtre Garonne, scène européenne-Toulouse
sostegno Teatro di Roma
in collaborazione con Laboratori Permanenti/Residenza Sansepolcro, Carozzerie|n.o.t. / Residenza Produttiva Roma, fivizzano 27/nuova script ass. cult. Roma

Il cielo non è un fondale

di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

LuganoInScenaTeatroFestival FIT

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Dopo il successo della tournée di Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini tornano al festival con Il cielo non è un fondale.

Il punto di partenza è il fenomeno irreversibile dell’urbanizzazione dei paesaggi e dei modi di vivere. Quando siamo al riparo, al caldo, cosa pensiamo dell’uomo che è fuori, sotto la pioggia?
Sulla scia di un’osservazione di Albert Camus, secondo cui siamo troppo spesso inclini a scambiare la nostra vita interiore per la nostra vita d’interni, quattro performer frugano, abitano, esplorano la nostra condizione urbana nel tentativo di stanare un problema complesso, ecologico, etico, collettivo. Senza alcun artificio, aprono un dialogo tra finzione e la realtà, la figura e lo sfondo, l’interno e l’esterno.

“Quando scrivo ho l’impressione di guardare dentro me stessa, guardo in una memoria. In questa memoria vedo delle persone, vedo delle strade, seno delle parole e tutto questo è fuori di me” (Annie Ernaux)
L’opera di questa scrittrice ha guidato l’indagine dei due artisti che in scena con Monica Demuru e Francesco Alberici osservano, decifrano e restituiscono quei continui spostamenti di senso tra quello che noi siamo e quello che ci succede attorno.

LAC Lugano Arte e Cultura
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