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Martedì
3 ottobre

20:30

I

Sala Teatro

concetto e coreografia Philippe Saire
coreografia in collaborazione con i ballerini Victor Dumont, Lazare Huet, Maïté Jeannolin,
Claire Lavernhe e Antonio Montanile
assistente alla creazione Philippe Chosson
consigli/collaborazione drammaturgia Antoine Jaccoud e Roberto Fratini Serafide
disegno luci Éric Soyer
sound design Stéphane Vecchione
costumi Isa Boucharlat
produzione Philippe Saire
in coproduzione con Hessisches Staatsballett e Tanzplattform Rhein-Main, un progetto collaborativo tra Hessisches Staatsballett, Staatstheater Darmstadt, Hessisches Staatstheater Wiesbaden, e Künstlerhaus Mousonturm, Frankfurt; Theater Chur; Programmers’ Fund RESO.

Presentato all’interno del FIT, Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea.

In collaborazione con Hotel de la Paix.

Cut

Philippe Saire

LuganoInScenaFestival FITDanza

Tickets

Un dispositivo: una sola storia, due spazi e due climi ben distinti. Philippe Saire invita a un originale gioco sulla percezione e l’immaginario, una singolare esperienza di costruzione del pensiero.

"Cut" è uno spettacolo sorprendente, in cui Philippe Saire taglia la scena e la sala in due sezioni, instaurando un rapporto inusuale tra il palco e il pubblico. Il regista ha creato una coreografia in cui la posizione spaziale prende tutta la sua ampiezza e gli spettatori si trovano a guardare lo spettacolo da due punti di vista differenti.
La coreografia si sviluppa su tutta la scena e attraversa la separazione del palco. Il pubblico ne vede solo metà. Il fuori campo creato fa riferimento al cinema, e Cut ha la forma di un collage di sequenze. Le informazioni sonore generano una drammaturgia dell’immaginario e lo spettatore si ritrova a far parte di questa rappresentazione/gioco.
Lo spettacolo è basato sulla fuga della famiglia Saire al tempo della liberazione dell’Algeria. Dopo un periodo instabile e una partenza precipitosa, i genitori trasmettono a Philippe il ricordo idealizzato di un paradiso dove la vita era dolce e i legami sociali forti: un paradiso terrestre dai quali sarebbero stati cacciati.
Il coreografo si muove tra i ricordi e le sensazioni dell’epoca per estrarne una finzione che si allontana da ogni sorta di trascrizione fattuale. Le nozioni di sradicamento, di partenza, del paradiso perduto sono ugualmente al centro dello spettacolo.

LAC Lugano Arte e Cultura
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