Intervista a Elisa Lombardi - "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie"

Sala Teatro
Me 28.12 ore 20:30 e Gi 29.12 ore 15:00
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Ispirato ad una delle fiabe più amate dai bambini, il musical "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" che ha debuttato da poco al Teatro Nazionale con grande successo, assicura un piacevole momento da vivere con la famiglia. Ce lo racconta Elisa Lombardi, che nello spettacolo interpreta Alice.

Lo spettacolo è l’adattamento del libro omonimo di Lewis Carroll?

È un adattamento teatrale liberamente rivisitato da Chiara Noschese. Racconta la storia di Alice al suo diciottesimo compleanno. In scena vediamo una ragazzina infelice alla ricerca di se stessa che non si sente pronta a crescere, che ha un difficile rapporto con la madre dal carattere autoritario - rappresentata nel Mondo delle Meraviglie come l’antagonista per eccellenza, la Regina di cuori - e circondata da fedeli compagni al confine tra realtà e sogno. È uno spettacolo molto onirico.

L’anno scorso “Alice” ha compiuto 150 anni. Cosa lo rende un classico della letteratura per ragazzi?

È una storia fatta di immagini, di metafore. Non ha una trama lineare come un qualunque altro racconto e questo lo rende universale, perché presenta diverse chiavi di lettura. Alice è alla ricerca della propria identità, non sa dove andare, chi è, cosa vuole…racchiude le nostre insicurezze, le grandi domande della vita.

Nello spettacolo interpreta proprio la protagonista: si sente un po’ Alice?

Nonostante non abbia più 18 anni, lo spettacolo è capitato in un momento di grande ricerca personale. Durante le prove ho intrapreso un viaggio anche nella mia vita, riaprendo i cassetti della mia infanzia. Mi sono rivista nella ricerca della felicità e in questa sua paura di crescere e di assumersi più responsabilità.

Nello spettacolo incontra anche una “lei” bambina, un confronto quindi diretto con il passato…

È una delle idee più forti della regia di Chiara Noschese. Durante lo spettacolo sono costantemente legata alla visione di me da piccola, al ricordo dell’infanzia di Alice. Questo spettacolo ci invita a non abbandonare mai il nostro essere bambini, l’essere sognatori: il Paese delle Meraviglie esiste ma lo si deve alimentare.

L’altro punto forte dello spettacolo è che il pubblico sarà un autentico protagonista

La regista affida al pubblico la scelta di come far continuare lo spettacolo. È stata un’idea molto intelligente per coinvolgere i bambini, che si divertono quando hanno loro in mano le carte.

È uno spettacolo per tutti e che può veramente regalare una grande speranza, quella di poter affrontare qualsiasi difficoltà. Ho visto molti adulti commuoversi. Chiunque si può trovare in una impasse e non sapere come uscirne. Alice è un’occasione per aprire il cuore e concederci la possibilità di vedere il mondo da un punto di vista meraviglioso. È un bel momento da condividere! Spero che possa essere un regalo per tutti quelli che lo vengono a vedere. 

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