Intervista a Livia Grossi - "Nonostante voi. Storie di donne coraggio"

Storie che fanno parte di un viaggio all’interno dell’identità femminile; pillole di informazione emotiva raccolte da Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera. L'abbiamo intervistata in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne per presentarci l'approfondimento-spettacolo in scena domani alle 18:30 in Teatrostudio.

Reportage teatrale: che cos’è? Come si svolge il reading a cui assisteremo?

Il reportage teatrale è un nuovo modo di fare informazione, che unisce il giornalismo al teatro, due linguaggi per crearne un terzo. Lo definisco anche giornale parlato, dove il palco si trasforma in una pagina di magazine e la giornalista racconta l’articolo ai lettori. Con musica dal vivo, e quando serve, immagini video e interviste. In “Nonostante voi. Storie di donne coraggio” ci saranno testimonianze raccolte in diversi luoghi di donne che sono riuscite a trasformare il negativo in positivo, quindi sono storie di donne coraggio. In scena al mio fianco la musica di Andrea Labanca che ha composto appositamente per questo lavoro, la regia di Gigi Gherzi. Un ironico prologo introduce lo spettacolo raccontando la vicenda di una donna che entra in un immaginario ufficio anagrafe per chiedere la propria carta d’identità di donna. Noi donne possiamo essere ugualmente noi anche se non stiamo dentro il rigido schema dei ruoli di madre, figlia, sorella, fidanzata o moglie; siamo noi stesse anche come professioniste, commesse, avvocatesse, giornaliste o contanti.

Come ha trovato le storie delle donne intervistate?

Durante i miei reportage e i miei viaggi, ho sempre considerato la realtà del mondo femminile un metro per misurare l’evoluzione della società che visitavo. Un paese dove le donne sono trattate con dignità e rispetto è un paese che ha dignità e rispetto per la vita in generale. Ho scelto queste donne perché mi hanno dato coraggio, perché le loro sono storie positive, che raccontano qualche cosa che abbiamo bisogno di sentire. Molto spesso ci lamentiamo per delle cose futili, o vediamo problemi dove non ce ne sono, o non abbiamo il coraggio di cambiare anche piccole cose. Il mio obiettivo è quello di raccontare storie che trasmettono positività, coraggio, che facciano venire voglia di alzare la testa e guardare avanti.

Perciò è uno spettacolo in continuo aggiornamento?

Per ora è questa la triade che porto in scena ma non è assolutamente escluso che l’anno prossimo possa raccontare altre storie di coraggio. Altre donne mi stanno contattando. Vorrei fare altri laboratori, come quello organizzato a Lecce, con ragazzi e ragazze, adulti e adulte che hanno deciso di aprirsi, di raccontarsi. Quando le persone aprono i cassetti della propria intimità si crea subito una bella empatia. Il mio reading è composto da pillole di informazione emotiva.

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