Foto ©Marco_Caselli_Nirmal

Intervista a Roberto Valerio

Regista de L'hotel del libero scambio

In questa intervista scopriamo Roberto Valerio e la sua regia de “L'hotel del libero scambio”, scritta da Georges Feydeau nel 1894.

Signor Valerio, lei ha curato adattamento e regia. Cosa l’ha portata a scegliere di mettere in scena questa commedia?

Innanzitutto amo molto la commedia classica. Era da tempo che desideravo mettere in scena un testo di Feydeau, perché attraverso la leggerezza riesce a raccontare storie quotidiane, mettendo in luce verità profonde. L’autore viene sempre ricordato per il meccanismo comico, per la capacità di far ridere. A me divertiva invece raccontare il tema di questa commedia, questo tentativo di evadere dal quotidiano, dalla routine.

Come è costruita questa commedia? Come ha affrontato il testo?

Il congegno teatrale orchestrato da Feydeau, delicato e minuzioso, è tutto nelle mani di Bastiano, il proprietario di questo Hotel. Un meccanismo innescato proprio dal protagonista che  è ritratto come una sorta di Puck, il folletto bugiardo e malizioso del “Sogno di una notte di mezza estate”. L’hotel stesso ricorda un po’ la foresta nella celebre commedia di William Shakespeare, un luogo dove si perdono completamente i freni inibitori. Da qui si scatena tutta una serie di circostanze molto particolari…

Un capolavoro che continua a parlarci. Cosa spera che il pubblico si porti con sé dopo lo spettacolo?

Una commedia che attraverso il tempo continua indubbiamente a parlarci, perché può raccontarci il nostro presente. Il tentativo di evadere dal quotidiano, dalla routine, credo sia qualcosa che ci appartenga molto.

Perché venire a vedere “L’hotel del libero scambio”?

È uno spettacolo che sa far ridere, ma anche riflettere. Una pièce in cui il protagonista si ritrova sospeso tra commedia e tragedia, un capolavoro classico della comicità.   

> La scheda dello spettacolo

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